11 febbraio, dal 2015 è la giornata internazionale delle donne nella scienza
Da Trotula de Ruggiero che ha segnato la nascita dell’ostetricia e ginecologia a Maria la Giudea pioniera della chimica, inventrice di alcuni strumenti di laboratorio giunti fino a noi e del sistema “A bagno Maria“. Le più famose Marie Curie, Rita Levi Montalcini (l’unica donna italiana ad aver vinto il premio Nobel per la medicina), Margherita Hack e Mae Jemison. Le donne nelle discipline STEM hanno sempre dovuto lottare di più degli uomini perché fossero riconosciute come dimostra il Matilda Effect.
L’Italia, al terz’ultimo posto tra i paesi europei per la parità di genere in queste discipline.
Donne pioniere nei loro settori
Ipazia di Alessandria (370 d.C- 415 dc circa) la prima matematica e astronoma, almeno secondo i documenti. Combinando spiritualità e scienza, applicava la matematica e l’astronomia alla filosofia come metodo per comprendere l’universo e il posto occupato dall’individuo al suo interno. A lei sono attribuite la scoperta dell’areometro e dell’astrolabio piatto.
Augusta Ada Byron (1815-1862) fu la prima a scrivere un algoritmo per generare i numeri di Bernoulli adatti ad un processore. Intuì le capacità dei computer di andare oltre il calcolo numerico. La prima programmatrice della storia o “scienziata-poeta” come le piaceva definirsi. Nel 2009, in suo onore, è stato indetto l’Ada Lovelace Day celebrato il secondo martedì del mese di ottobre.

Kono Yasui (1880-1971) studiò la genetica di papaveri, mais ed erba ragno e indagò su tutte le piante colpite dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. La prima donna giapponese a ricevere un dottorato in scienze. Per poter proseguire i suoi sogni all’estero, però, è stata costretta a studiare “ricerca in economia domestica”.

Gerty Theresa Cori (1896-1957) insieme al marito gettò le basi per la comprensione del meccanismo metabolico responsabile della conversione dell’acido lattico in glucosio. Scoprirono quindi una via metabolica che lega fegato e muscolo tramite circolazione sanguigna: il ciclo di Cori. Pioniera della ricerca sulle malattie ereditarie causate da difetti enzimatici, aiutò a comprendere il diabete. Fu lei la prima donna ad ottenere il premio Nobel per la medicina.

Irène Joliot-Curie (1897-1956) Fu la seconda donna a ricevere il premio Nobel per la chimica, dopo sua madre: Marie Curie. Insieme al marito produsse per prima positrone e neutrone ma ciò che lì portò al Nobel fu il proseguimento del lavoro dei genitori: trasmutarono boro, alluminio e magnesio in isotopi radioattivi sintetici. La scoperta della radioattività artificiale porterà all’utilizzo di isotopi radioattivi nella medicina.

Grace Hooper (1906-1992) la madre dei linguaggi di programmazione moderni. Famosa per il linguaggio di programmazione Cobol ha anche inventato il termine Bug.

Hedy Lamarr (1914-2000) “La donna più bella della storia del cinema” elaborò la teoria dello spettro magnetico per evitare che i segnali radio della marina americana fossero intercettabili; realizzò un sistema di rilevamento di siluri radiocomandati ispirato a un principio musicale, un metodo che funzionava su ottantotto frequenze, l’equivalente dei tasti del pianoforte, ed in grado di far saltare i segnali di trasmissione tra le frequenze dello spettro magnetico. Metodo ancora oggi utilizzato per Wi-fi, GPS, reti mobili e Bluetooth.

Katherine Johnson (1918-2020) calcolò le traiettorie dei primi voli spaziali. Grazie a lei il primo americano viaggiò nello spazio. Sempre grazie ai suoi calcoli gli americani andarono e tornarono dalla Luna nel 1969. Supportata dal lavoro delle colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson.

Rosalind Franklin (1920-1958) In meno di quarant’anni di vita è riuscita a passare alla storia per la comprensione delle strutture molecolari di DNA e RNA. Scattò le prime foto della doppia elica ma saranno i colleghi a prendersene il merito. Uno dei casi più famosi di Nobel negati.

Marie Tharp (1920-2006) geologa e studiosa dei fondali oceanici. In quanto donna non poteva imbarcarsi poiché si pensava fossero “portatrici di sventure”. Studia dall’osservatorio. Dopo pochi mesi fa la prima scoperta nell’Atlantico: una profonda faglia a partire dalla quale il fondale si espande. Scoperta liquidata velocemente come “chiacchera femminile”. Con l’aiuto di un pittore mappò per prima i fondali oceanici e rivoluzionò le fondamenta della sua disciplina con la teoria della tettoniche delle placche.

Vera Cooper Rubin (1928-2016) la prima a trovare la materia oscura dopo aver analizzato Andromeda. I suoi risultati, gettarono le basi per lo studio su larga scala dell’Universo.

Wangari Muta Maathai (1940-2011) prima donna africana a vincere il premio Nobel per la pace dovuto alla sensibilizzazione al disboscamento; è stata Ministro per l’Ambiente e le risorse naturali fra il 2003 e il 2005 in Kenya. Ha dovuto contestare le malelingue che la vedevano convinta che l’HIV fosse un virus creato in laboratorio per sterminare i neri.

Zaha Hadid Mohammad (1950-2016) nel 2010 era tra le 100 personalità più influenti al mondo. La prima donna a ottenere il premio Pritzker nel 2004 e in seguito il premio Stirling, per due anni consecutivi. Progettista del Dongdaemun Design Plaza a Seul.

Maria Elena Bottazzi: la microbiologa italiana che ci ha permesso di uscire dal Covid-19 grazie ai “vaccini privi di brevetto” per permettere ai paesi più poveri di acquistarli al costo di un euro a dose con il 90% di efficacia. Candidata per questo al Premio Nobel per la Pace nel 2022.
Il Gender Gap esiste; inutile negarlo
Il divario di genere è sempre stato enorme. Lo mostra il premio Nobel. Assegnato ogni anno dal 1901 ha premiato 1.012 persone fra cui neanche 100 donne. 66 è il numero magico. Sulle discipline scientifiche il numero peggiora: dei 653 scienziati premiati, in più di un secolo, solo 26 sono donne. La più maschilista delle scienze pare la fisica con solo 5 premiate, ma tra queste c’è l’unica donna ad aver vinto in due discipline diverse: Marie Curie.
Un altro esempio del Gender Gap è la medicina di genere. Sembra assurdo, ma questa disciplina è nata solo intorno al 1990. Non a caso sotto iniziativa di una donna: Bernardine Patricia Healy. Prima di allora non ci si poneva il problema della diversa risposta di uomo e donna sui farmaci.
Il sondaggio del 2015 di OpinionWay rivela la cosa peggiore: le opinioni sessiste non vengono solo dagli uomini, ma anche dalle donne. Quasi dieci anni più tardi, nel 2024, l’Unesco ha lanciato una Call to Action per ridurre il Gender gap nelle scienze e abbattere il soffitto di cristallo, cioè l’insieme di barriere socio culturali e psicologiche che sono un ostacolo reale, anche se invisibile all’apparenza, per fare carriera in un campo soggetto a discriminazioni.
