Pubblicato il Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca

Con la pubblicazione del Decreto n. 694 del 30 maggio 2023, il MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) ha dato ufficialmente il via alle procedure di selezione per l’accesso al TFA Sostegno. Il testo definisce infatti, a livello nazionale, quali sono le università che ospiteranno i corsi di specializzazione a numero programmato in sostegno didattico, fornendo un prospetto dettagliato anche della ripartizione dei posti disponibili per ciascun ateneo.

I criteri di accesso

Prima di continuare, però, è bene ricordare quali sono i criteri necessari per la partecipazione alle selezioni di accesso al TFA Sostegno (di cui vi avevamo già parlato qui). In primo luogo, è bene ricordare che il titolo di specializzazione in sostegno didattico è associato al grado scolastico di riferimento della classe di concorso di appartenenza del candidato. Ad esempio, un laureato magistrale in Scienze Filosofiche può accedere solo al TFA Sostegno per scuola secondaria di II grado, poiché sia la classe di concorso A018 (Filosofia e Scienze Umane), sia la A019 (Filosofia e Storia) fanno riferimento unicamente a quel grado di istruzione.

Ovviamente, chi invece, come i laureati magistrali in lettere, ha la possibilità di accedere a classi di concorso per differenti gradi di istruzione (A012 – Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado; A022 – Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado) potrà accedere alle prove di selezione del TFA Sostegno per entrambi i gradi scolastici.

I requisiti di accesso alle selezioni

Per l’accesso ai percorsi di specializzazione nella scuola primaria e dell’infanzia, è quindi necessario avere, alternativamente:

  • Titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente; oppure
  • Diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002.

Mentre, per l’accesso ai percorsi di specializzazione nella scuola secondaria di primo e secondo grado, è necessario avere alternativamente:

  • Abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure analoghi titoli di abilitazione conseguiti all’estero e riconosciuti in Italia ai sensi della normativa vigente; oppure
  • Laurea magistrale o a ciclo unico (comprensiva di tutti i CFU della propria classe di concorso di appartenenza) più 24 CFU

I posti

Il Decreto MUR 694/2023 stabilisce un contingente nazionale di 29.061 posti per l’accesso a questo VIII ciclo di TFA Sostegno. A questo contingente, però, va tolta, per ogni Università, una percentuale del 35% di posti, i quali sono riservati ai docenti precari che abbiano 36 mesi o più di servizio scolastico pregresso su sostegno (anche non continuativi) svolto senza titolo di specializzazione. Nello specifico, la D’Annunzio di Chieti-Pescara ospiterà il TFA Sostegno per un totale di 312 posti così suddivisi:

  • TFA Sostegno per scuola dell’infanzia – 60 posti
  • TFA Sostegno per scuola primaria – 60 posti
  • TFA Sostegno per scuola secondaria di I grado – 84 posti
  • TFA Sostegno per scuola secondaria di II grado – 108 posti

Il nodo dei precari “storici”

Per i docenti precari che vogliano conseguire il titolo di specializzazione in sostegno, vi sarà, come detto, una percentuale di posti riservati. Ma come funzionerà? In ogni ateneo ospitante, verrà stilata una graduatoria per titoli e anni di servizio appositamente predisposta. I docenti in questa graduatoria avranno infatti due possibilità (sempre nel computo di quel 35% di posti riservati):

  • Accedere direttamente al corso di specializzazione senza sostenere le prove di selezione;
  • Accedere direttamente alla prima prova scritta senza passare dalla preselettiva.

Saranno le Università ospitanti i corsi di specializzazione a indicare, con propri bandi interni, quanti di questi docenti precari “storici” accederanno nell’uno o nell’altro modo.

Le prove

Le prove di selezione per la partecipazione ai corsi di specializzazione TFA Sostegno sono di fatto tre (ve ne abbiamo già parlato in precedenza): una preselettiva a risposta chiusa (a “crocette”), una prima prova scritta a risposta aperta e una seconda prova orale. Tutte e tre le prove hanno la finalità di valutare le competenze dei candidati in ambito linguistico, psico-pedagogico-didattico e di normativa scolastica sull’inclusione. Il Decreto MUR appena emanato fissa a livello nazionale le date della prima prova preselettiva, suddividendola su più turni (tutti da svolgersi di mattina) in base al grado scolastico di riferimento:

  • 4 luglio – TFA Sostegno scuola dell’infanzia
  • 5 luglio – TFA Sostegno scuola primaria
  • 6 luglio – TFA Sostegno scuola secondaria di I grado
  • 7 luglio – TFA Sostegno scuola secondaria di II grado

Problemi di organizzazione?

I più attenti non potranno non notare che le date delle prove preselettive intrecciano, inevitabilmente, con il periodo più caldo della normale sessione estiva, la quale ha proprio nella prima settimana di luglio una grande concentrazione di appelli di esame per i differenti corsi di laurea del nostro ateneo. Riuscirà l’amministrazione della D’Annunzio a gestire contemporaneamente esami di profitto e prove preselettive del TFA Sostegno senza creare disagi e disservizi a nessuna delle due categorie di popolazione universitaria interessate? Tutti noi speriamo di sì, ma il dubbio in merito è grande.


Simone Forcucci

Di Simone Forcucci

Classe '93 (sì, sono vecchio, lo so), laureato Magistrale in Scienze Filosofiche, laureato Magistrale in Scienze pedagogiche, mematore professionista. Mi occupo prevalentemente di scuola e di quel contorto e perverso rapporto che la politica ha con la scuola italiana. Anche se laureato, mi piace collaborare con Romboweb al fine di divulgare al meglio possibile presso i futuri insegnanti le notizie che da quel mondo, spesso ignoto e oscuro, provengono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.