La strage di Waco è il secondo più grande massacro di cittadini americani da parte del governo statunitense, il primo è avvenuto nel 1890

1993

Il 1 gennaio nascevano la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca, Bush ed El’Cin avevano firmato gli accordi START II per il disarmo nucleare, Toto Riina era stato arrestato e Bill Clinton il 20 gennaio incominciava il suo mandato alla Casa Bianca. Un mese dopo il fanatismo religioso, le paure complottiste e l’ossessione per le armi porteranno alla strage di Waco, iniziata il 28 gennaio e terminata il 19 aprile.

“Rieleggetemi e sarete vendicati” lo diceva Trump, a Waco, nel 2023

I davidiani

Con questo nome si indica un movimento religioso che nel 1955 si era separato dalla chiesa cristiana avventista del settimo giorno. Quest’ultima credeva nell’Apocalisse e nella seconda venuta di Gesù cristo, mentre i davidiani, ispirati dalla volontà di ristabilire il regno ebraico di David, si separarono dalla corrente principale. In particolare Benjamin Roden e sua moglie, Lois, trovarono rifugio nel Mount Carmel Center in Texas.

Dopo che Ben morì la moglie divenne leader dei davidiani e dopo la sua morte, nel 1986, il suo amante Vernon Howell (meglio conosciuto come David Koresh) prenderà il suo posto. Koresh, nonostante l’infanzia difficile, da quando aveva diciannove anni si credeva il Messia e non ci mise molto a convincere la propria comunità. Fu Larry Gilbreat a lanciare l’allarme su ciò che accadeva dentro la loro fattoria.

Il Waco Tribune-Herald pubblicò il 27 gennaio la prima di 7 parti di una serie su Koresh. Costringendo l’ATF ad anticipare il raid Show-Time, previsto per lunedì 1 marzo.

L’assedio

Questo articolo del Waco Tribune-Herald aveva attirato l’attenzione e un reporter chiese indicazioni per il Mount Center quel 28 gennaio, poco prima che l’ATF arrivasse lì. Peccato che lo chiese al cognato di Koresh che fu così avvertito dell’arrivo dell’ATF. Quando l’ATF bussò alla porte del Mount Center, con un mandato per arrestare Koresh e cercare armi illegali, i davidiani erano pronti alla battaglia finale profetizzata da Koresh. Iniziò subito una sparatoria in cui morirono 6 davidiani e 4 agenti. L’ATF chiamò l’FBI e, insieme, circondarono il Mount Center mentre i davidiani si barricarono nella fattoria.

600 uomini tra FBI e agenti dello sceriffo con carri armati, elicotteri e il gruppo antiterroristico dei Delta Force erano pronti ad affrontare circa 119 persone. Dopo un negoziato, condotto in parte da Gary Noesner e dal Hostage Rescue Team, 35 persone lasciarono il ranch ma fu l’unico traguardo dei federali. Il 19 aprile Clinton in persona diede l’ordine di intervenire. Si usò il gas lacrimogeno e in una combinazione non ancora chiara di eventi il Mount Center si incendiò. Furono 9 i superstiti, 76 i morti di cui 28 bambini. Non tutti morti per fumo o fuoco, però. Vennero trovate vittime di armi da fuoco e taglio. Koresh stesso aveva un colpo d’arma da fuoco in testa. A più di trent’anni rimangono ancora molte ombre sull’assedio, da chi abbia iniziato la sparatoria a come siano morti i davidiani.

E dopo?

Oggi i davidiani esistono ancora, sotto altro nome: Branch, The Lord Our Righteousness, guidato da Charles Pace, seguace di David Koresh. L’FBI, dopo il massacro, cambierà le procedure sulla negoziazione con la creazione di squadre specializzate. Si potenzierà la squadra del recupero ostaggi e si cercò di aumentare la cooperazione tra le agenzie federali. Otto davidiani saranno condannati a quarant’anni di reclusione per il possesso di armi illegali. I sopravvissuti, insieme ai famigliari tentarono causa civile contro il governo ma vennero rigettate. La strage di Waco non fu isolata ma portò anche a quella di Oklaohama city.

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