Studenti aventi diritto discriminati e penalizzati dalla disorganizzazione dell’Ateneo.

La DaD in Ud’A
Il 16 ottobre il Senato Accademico dell’Ud’A accetta la richiesta della rappresentanza studentesca 360Gradi e attiva la dad per alcuni dei suoi iscritti.
A quasi due mesi di distanza, con un Senato Accademico che il 31 ottobre ha apportato qualche modifica alla precedente delibera, la DaD è stata attivata per solo due categorie, ossia studenti e studentesse della PA 110 e lode e dal 4 novembre per categoria invalidità o disabilità. E gli altri? Per tutti gli altri il sito dichiara che partire da sabato 30 Novembre 2024 sarà possibile procedere ad inoltrare le richieste di didattica a distanza […].
Discriminazioni fra gli aventi diritto
Ad avere diritto alla DaD sono: studenti PA 110 e lode con possibilità di seguire in asincrono, studenti con invalidità e/o disabilità, studenti lavoratori, studenti caregiver, studenti affetti da patologie richiedenti terapie salvavita (es. chemio – radioterapia) oppure di natura cronica, studentesse in gravidanza, studenti e studentesse con figli, studentesse e studenti attualmente soggiornanti all’estero e impossibilitati a far rientro per lo stato d’emergenza connesso a conflitti bellici, studenti detenuti. Per tutte queste ad eccezione degli studenti PA non è prevista la possibilità di seguire in asincrono.
Oltretutto soltanto gli studenti P.A. 110 e lode hanno già avuto accesso alla DaD.
E tutti gli altri?
Nessuno in Ateneo si è interessato a chiarire i motivi della scelta del distinguere tra gli studenti aventi diritto, ma a farne le spese sono coloro che si trovano a dover perdere le lezioni del mese di Novembre (oltre a quelle di Ottobre) che avrebbero voluto seguire venendo così etichettati come studenti non frequentanti, venendo penalizzati sia nella propria formazione che nella quantità di programma di studio.
Il dramma degli studenti dell’obbligo di frequenza
Per l’obbligo di frequenza sarà il Rettore stesso ad avere l’ultima parola, non direttamente. Ad attendere i nostri colleghi c’é una lunga serie di step burocratici che vanno dall’invio della richiesta all’organo della Scuola, l’attesa della risposta da parte di quest’ultimo (alle volte superiore ad un mese) e, finalmente, il nulla osta del Rettore.
Alcune testimonianze di chi sta vivendo direttamente questo disagio.
“Normalmente riesco a studiare e a seguire le lezioni in presenza obbligatoria senza nessun problema, purtroppo però soffro di una malattia – non specificheremo quale – e per evitare problemi gravi alla mobilità, devo seguire una specifica operazione che per un periodo di tempo di 3/4 mesi mi immobilizza completamente. In quel periodo vorrei seguire le lezioni tramite la DaD, in modo da non rimanere indietro con il programma e non avere complicazioni dovute alle presenze. Attualmente sono in attesa della risposta da parte di qualcuno fra Scuola e Rettore…” ci dicono da Pescara.
ma anche:
“Sono una studentessa con una invalidità. Devo aspettare che venga valutata la mia richiesta, da quello che ho capito, ma non so neanche se verrà accolta… I miei problemi mi portano a vivere in maniera davvero sofferente la presenza all’università… Poter accedere alla DaD mi permetterebbe di vivere e affrontare in maniera molto più serena (e dignitosa) lo studio…” ci dicono da medicina.
Le voci degli studenti del non obbligo di frequenza…
Ogni studente ha il diritto di essere ascoltato ed ogni testimonianza è importante, per questo motivo ho deciso di inserire le voci degli studenti e studentesse che hanno voluto condividere la propria esperienza con noi di RomboWeb.
“Ciao Francesco, grazie innanzitutto per la possibilità di farci testimoniare.
Io sono una studentessa caregiver, ossia assisto una persona della mia famiglia non autosufficiente.
Accedere alla DaD mi permetterebbe di non perdere le lezioni. Per me sarebbe di molto aiuto, poter seguire in asincrono le lezioni, in modo da permettermi di recuperarle la sera ma questo non è concesso alla mia categoria.
“Ciao sono una studentessa lavoratrice part-time. A volte i miei turni lavorativi mi costringono a dover lavorare anche in tarda notte e nei giorni feriali, non semplificando la mia vita accademica ma il mio contratto lavorativo è limitato ad una mensilità di 3 mesi, escludendomi automaticamente dal servizio di Didattica a Distanza.
Una (flebile) speranza per il futuro
Dalle le testimonianze è chiaro che questo servizio, essenziale per lo studio, non è partito nel migliore dei modi. Per rendere la nostra università veramente alla portata di tutti e tutte è assolutamente necessario un cambiamento diretto a rompere i limiti che l’Università si è messa da sola.

“Penso che questa situazioni manchi di rispetto verso quegli studenti che si sono iscritti alla nostra università e si sono ritrovati senza certezze su quando avranno l’opportunità di seguire le lezioni in DaD” ci dice il senatore degli studenti Marco Di Francesco. ” Faremo sentire la loro voce al Senato Accademico”.
Le università private offrono servizi telematici efficienti già da svariati anni: se questa è la risposta dell’Ateneo siamo ancora molto lontani dall’essere una scelta competitiva ed efficace.
