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UniBo: Indennità di carica quadruplicata per il Rettore Ubertini

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Indennità di carica del Rettore Ubertini: dagli attuali 16.200 euro a un compenso  tra 50 e 60 mila euro.

Bologna, 26 Luglio 2018. Il Cd’A dell’Alma Mater, in forma unanime, esprime un orientamento favorevole alla rivisitazione complessiva delle indennità dell’Ateneo bolognese. Si stabilisce un’ indennità di carica del Rettore Ubertini nella fascia 50/60.000 euro lordi, a fronte degli attuali 16.200 euro. Una scelta che crea non pochi dissapori all’interno della comunità studentesca universitaria, molte le voci che si sono levate contro una decisione politica che suscita reazioni contrastanti agli occhi della rappresentanza studentesca e dei collettivi.

La reazione dei collettivi e della rappresentanza studentesca

Un aumento, lamentano i collettivi in un post su Facebook, che appare inconcepibile se si prendono in considerazione i rincari previsti in quest’anno accademico per una grossa fascia di studenti e studentesse, con particolare riferimento a coloro i quali si collocano nella fascia ISEE tra i 45mila e i 60mila euro. Una scelta presa in seguito alla scoperta del buco da 15 milioni nei contribuiti studenteschi lasciato in dote dal primo anno di riforma delle tasse universitarie.
“Un vero e proprio affronto quello di aumentare le indennità dei vertici”, si legge sempre nel post, “quando agli studenti  mancano servizi fondamentali come una mensa a prezzi abbordabili, la possibilità di trovare un affitto sotto i 400 euro per una singola, sufficienti spazi per studiare“. Contrastanti invece le reazioni dei rappresentanti degli studenti dove, se per alcuni l’aumento pare spropositato, per altri si parla di cifre in linea con quelle di altri atenei.

Una decisione passata in sordina

La cosa che più stupisce però è la totale assenza di attenzione data alla notizia dai media di maggior influenza.Una decisione che, grazie all’anonimato assicurato da una notizia pubblicata a fine Luglio, è stata notata solo dai media locali. Sarà stato un caso? Non si sa. Quel che è certo è il fatto che, quando si tratta di soldi, nel nostro Paese è buona usanza deliberarne sempre in piene vacanze estive.

Nicola Salvia

Romboweb Emilia Romagna- giornale studentesco universitario


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