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Una delibera per il quieto vivere: Caputi dice no ai “fogli di presenza”

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Con una delibera inaspettata il Rettore sospende i “fogli di presenza” e li dichiara illegittimi; nuova luce sul caso del prof assenteista

Una delibera entra in gamba tesa, nei punti all’ordine del giorno, la sera prima che il Senato accademico della d’Annunzio si riunisse. È il Rettore Sergio Caputi a volere la presenza di questa disposizione nella discussione del Senato.
La delibera afferma che venga sospesa ogni e qualsiasi raccolta di “fogli presenza” in attesa di addivenire ad una apposita regolamentazione di sistema. Il Rettore illustra la relazione; la delibera viene approvata, i “fogli di presenza” verranno presi e custoditi dall’amministrazione; sul dove, non è concesso sapere.

Cosa sono i “fogli presenza” e come i docenti certificano i propri orari di lavoro

“È giunta all’attenzione dei vertici di Ateneo una pluralità di segnalazioni anonime basate su riproduzioni di “fogli presenze” relativi ai docenti, evidentemente non custoditi correttamente da parte delle strutture.”

L’incipit della relazione illustrativa del Rettore sul caso

Per il Rettore il sistema dei “fogli presenza” è illegittimo. Non è presente alcuna delibera che legittimi tale strumento, in quanto non previsto nelle normative amministrative dell’ateneo. Poi quelle segnalazioni anonime basate su riproduzioni dei fogli; segnalazioni che, probabilmente, hanno creato una forte situazione di “disagio” tanto da spingere il Rettore ad un intervento in extremis.
Il sistema dei fogli, in vigore solo in alcuni dipartimenti, è stato adottato per rendere più sicuro e chiaro il controllo sulle presenze ed eventuali assenze. È una decisione presa dai singoli dipartimenti come strumento complementare a quello in vigore oggi.

Le presenze dei docenti durante gli orari lavorativi, infatti, vengono autocertificate su di un registro on-line. Recita il testo: “L’autocertificazione è eseguita su appositi registri on–line, a decorrere dall’implementazione del programma gestionale. Le modalità di compilazione dei registri, i modi di validazione e i termini previsti sono comunicati al Rettore“.
Eppure in molti vedono questo sistema come uno strumento fallace; il docente a fine anno autocertifica le proprie presenze (e assenze) sulla piattaforma nella speranza, ovviamente, che qualcuno controlli.

Due sistemi, i fogli e i registri online, non molto all’avanguardia per quella che presto (o tardi) diventerà “L’Università dell’Adriatico”. Due sistemi attaccabili che, a quanto pare, non permettono un controllo oggettivo.

Allora perché il Rettore decide di sospendere i fogli e mantenere i registri online?

Il perché non è un azzardo di supposizioni. La delibera passata in Senato richiama all’orecchio d molti la vicenda che ha messo l’ateneo sotto i riflettori dei media nazionali. È il caso del professore assenteista, denunciato (anche dallo stesso Rettore) dopo le segnalazioni anonime fatte da 29 studenti. Raoul Saggini, professore ordinario di Scienze motorie nel dipartimento di SCIENZE MEDICHE, ORALI E BIOTECNOLOGICHE (lo stesso dipartimento del Rettore Caputi).

Se questi fogli non hanno più alcun valore e il registro online resta per il momento l’unico strumento, per il Saggini fare ricorso al Tar salvando la sua cattedra (nuova, visto il poco utilizzo) è un gioco da ragazzi.
I “fogli di presenza”, in quanto illegittimi, non saranno ritenuti prove attendibili e così anche le segnalazioni anonime degli studenti. “Cartacce che non provano nulla”, direbbe il Saggini.
Sul registro online il professore potrà autocertificare le sue presenze e dimostrare che il reato non sussiste. A meno che Caputi decida di non validare le sue autocertificazioni e dimostrare realmente le assenze del professore. Ma questa decisione potrebbe risultare poco credibile considerata l’appartenenza allo stesso dipartimento dei due personaggi.

Il perché di questa scelta, arrivati a questo punto e con la vicenda del prof assenteista che si innesta, crea ulteriori dubbi. Sarà stata una scelta, quella del Rettore, in nome di un artificioso quieto vivere?
Ma i dubbi aumentano, specialmente quando un punto all’ordine del giorno non viene discusso e rimandato al prossimo Senato accademico: la sostituzione del prof sotto processo, Raol Saggini, con un docente già attivo nell’ateneo. Perché rimandare?

Redazione Romboweb Giornale studentesco universitario
Claudio Tucci


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