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Ud’A: lo strano caso del professore “assente”. Gli studenti: “Temiamo per il prosieguo dei nostri studi”

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Diventa un caso mediatico nazionale quello del professore dell’Università G. d’Annunzio che avrebbe “disertato” le lezioni per quattro anni. La sua difesa risponde: “Sono denunce che partono dai suoi allievi per bassi motivi di interesse”

“Temiamo per il prosieguo del nostro corso di studi”, questo è il timore dei trenta studenti della d’Annunzio che avrebbero inviato una e-mail al Rettore Sergio Caputi lo scorso 18 gennaio. Nella e-mail in questione gli studenti rendevano noto che il professore avrebbe disertato le lezioni per ben quattro anni accademici. L’avvocato del docente chiede l’accesso agli atti nonostante la richiesta di riservatezza.

Ormai è diventato un caso mediatico nazionale quello del professore della d’Annunzio che non si sarebbe presentato alle lezioni per ben quattro anni. Raoul Saggini non è di certo l’ultimo arrivato  all’università d’Annunzio e questo giustificherebbe il timore degli studenti: 66 anni, professore ordinario di Scienze motorie, titolare del corso di Medicina fisica e Riabilitazione, direttore della scuola di specializzazione e presidente del corso di laurea in Fisioterapia, direttore di Master e con oltre duecento pubblicazioni. Nella lunga e-mail, firmata in calce dagli studenti con espressa richiesta di riservatezza, si denunciava il fatto che il professore avrebbe disertato le lezioni per quattro anni e che al suo posto avrebbe permesso a “colleghi giovani”  di svolgere lezioni in sua vece.

Il Rettore, una settimana dopo dalla nota degli studenti e dopo le prime verifiche, ha avviato la procedura di provvedimento disciplinare. La commissione potrà censurarne il comportamento o in casi estremi provvedere al licenziamento del docente. L’avvocato del professore ha richiesto l’accesso agli atti, per ora riuscito parzialmente infatti l’avvocatura dell’università afferma che i documenti devono restare secretati.

Restano 180 giorni per chiarire la questione e nel frattempo l’avvocato del professore ordinario attacca la denuncia degli studenti : ” Le cose non stanno come pare sia scritto nella denuncia iniziale, che ancora presenta diversi lati oscuri. A noi la stessa università ha scritto che quelle trenta firme non ci sono […]  porterò questo procedimento, carico di vizi formali, prima al Tar e poi in procura […] Queste denunce sono una trappola che nasce dagli allievi del professore per bassi motivi di interesse locale”.  Accuse queste da confrontare e accertare.

Il caso ha avuto una risonanza mediatica che andrà ad influire in maniera certamente negativa sull’ateneo. Restano 180 giorni per chiarire la questione e si prevede un intervento trasversale delle rappresentanze studentesche al fine di tutelare gli studenti.

 

Romboweb Abruzzo Giornale studentesco universitario 

Jacopo Bassetta


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