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Tra critiche e polemiche: come è andata la campagna vaccinale promossa dalla d’Annunzio?

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Il 26 marzo l’Università d’Annunzio ha pubblicato l’avviso per l’ultima chiamata della campagna vaccinale per Docenti, Personale Tecnico Amministrativo, Operatori, Tirocinanti, Dottorandi, Borsisti e Assegnisti che operano nelle Strutture Sanitarie

Il 26 marzo scorso l’Università degli studi “G. d’Annunzio” ha pubblicato l’avviso per l’ultima chiamata della campagna vaccinale per Docenti, Personale Tecnico Amministrativo, Operatori, Tirocinanti, Dottorandi, Borsisti e Assegnisti che operano nelle Strutture Sanitarie.

La decisione di dare il via ad una seconda campagna vaccinale è stata presa in seguito all’aumento di disponibilità da parte della ASL2 di Lanciano – Chieti – Vasto di dosi di vaccino che è possibile somministrare a determinate categorie secondo le direttive del Governo e del Ministero della Salute italiani. L’avviso pubblicato sul sito web dell’Università ha reso note anche le modalità di iscrizione al form per la propria prenotazione, così come le modalità in cui sarebbe stato somministrato il vaccino. Per questo motivo sono state molte le polemiche all’interno della popolazione studentesca e non.

L’avviso per l’ultima chiamata, infatti, è stato pubblicato solo due giorni prima dell’inizio della campagna stessa e gli interessati hanno avuto a disposizione un solo giorno di tempo per potersi iscrivere e per potersi organizzare, una volta ricevuta la convocazione, per raggiungere il Pala Ud’A (sito in Via Dei Vestini 31, Chieti Scalo). Molti sono gli studenti ed operatori sanitari fuori sede che si trovavano nelle loro città di origine e che hanno riscontrato difficoltà nel raggiungere Chieti: i mezzi di trasporto non hanno facilitato la questione a causa delle misure restrittive adottate per la pandemia ancora in corso. Nonostante quelle che potevano sembrare delle insidie, il sistema di prenotazione della ASL ha riscontrato un sovraccarico dipeso dalle numerosissime adesioni.

L’ex sindaco di Chieti Umberto Di Primio, infatti, si è espresso in maniera solidale nei confronti della d’Annunzio, affermando «Un grazie devo rivolgere anche alla università d’Annunzio: senza l’accordo stretto dal rettore Caputi con la Asl, vista la colpevole assenza del Comune, oggi non avremmo vaccinato a Chieti l’80% degli aventi diritto». Di Primio si è scagliato contro l’attuale amministrazione comunale poiché, nonostante l’Abruzzo sia tra le regioni italiane più in avanti con la campagna vaccinale, ha accusato di ostruzionismo l’attuale sindaco di Chieti Pietro Ferrara. «La giunta Ferrara e il Pd, per non smentirsi, mentre i giornali davano la notizia che al Pala Ud’A, grazie alla Asl e all’università, venivano vaccinati 2.603 cittadini over 80, continuavano a polemizzare e a cercare la scusa di turno per giustificare la loro assoluta incapacità di fronteggiare un problema così grave. Non solo non sono stati in grado di mettere a disposizione un luogo per vaccinare, ma neppure di fornire un elenco anagrafico degli ultraottantenni ancora non registrati sulla piattaforma e ciò, nonostante la Asl, da tempo, avesse fornito i propri elenchi». Queste le ultime dichiarazioni di Umberto di Primio che colpevolizza il comune di mancata organizzazione e sollecitudine nonostante l’emergenza sanitaria sia ancora con noi.

Redazione Romboweb – Marzia Cotugno


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