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Tassa di soggiorno a Chieti: gli studenti rischiano di pagare la tassa giornaliera

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Comune in dissesto: Turisti a parte, si rischia che gli studenti risanino le casse del comune pagando la tassa per i non residenti

Dopo il grave dissesto economico, il comune di Chieti inserisce, come metodo risanatore, la tassa di soggiorno per i non residenti. La tassa di soggiorno è un’imposta di carattere locale applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistica o città d’arte. Ma, turisti a parte, il maggior numero dei non residenti della città teatina sono gli studenti fuori sede dell’Università d’Annunzio.

Dovranno, quindi, gli studenti fuori sede della d’Annunzio pagare la tassa di soggiorno?

Un emendamento, proposto dal consigliere comunale Alessandro Marzoli (Partito Democratico) ed approvato quasi all’unanimità, stabilisce la totale esenzione degli studenti dalla tassa di soggiorno ma tutto è ancora poco chiaro. Le commissioni (Bilancio, Turismo e Regolamenti) sono a lavoro per delineare il regolamento finale che andrà a stabilire le modalità di riscossione della tassa, regolamento che diventerà effettivo dopo la decisione del Consiglio comunale teatino.

Per il momento, però, sono solo proposte. Gli studenti rischiano di dover tamponare il buco creato dall’amministrazione vista la scarsa propensione al turismo di Chieti. Quindi è molto difficile che una probabile mole turistica possa equiparare il numero dei fuori sede presenti nella città. Il sindaco Di Primio azzarda e prende in considerazione il modello milanese che ha istituito l’imposta escludendo gli studenti universitari di età non superiore a 26 anni. Ma come può il sindaco paragonare Chieti ad una metropoli come Milano?
Nel 2015, secondo uno studio della Confartigianato, la provincia teatina si attestava alla 75esima posizione con un tasso di turisticità al 2,2 e con 267.817 arrivi, 848.911 presenze e con una permanenza media di 3,2 notti.
Milano, invece, ogni anno registra nuovi record: nel 2015 si certificavano 7,5 milioni di turisti; nel 2016 7,7 milioni; nel 2017 8 milioni. Numeri questi che non reggono alcun confronto valido tra le due città in questione.

È importante quindi non equiparare gli studenti ai turisti: è ovvio che gli uni e gli altri vivono la città in modo completamente diverso. Speculare sugli studenti è contro producente perché il rischio è quello di disincentivare la presenza costante di studenti fuori sede a Chieti.
Bisogna ricordare all’amministrazione che il costo per il mantenimento di uno studente per le famiglie è in aumento  i fuori se nonostante ciò a Chieti gli studenti sono già sono sottoposti ad una tassazione diversa e maggiore rispetto ai residenti.

Romboweb Abruzzo – Claudio Tucci


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