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Strada Parco-Corridoio verde di Pescara: la d’Annunzio propone il democristiano Gaspari e boccia Giulio Regeni

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L’associazione 360 Gradi propone il nome di Giulio Regeni come nuova denominazione per la “strada ex parco – Corridoio verde”, probabile nuovo ingresso principale del polo pescarese dell’ Università d’Annunzio

Se il nuovo avanza, il vecchio non arretra.
È durante la seduta di Senato Accademico del 12 Febbraio 2019 che il senatore dell’Associazione 360 Gradi propone il nome di Giulio Regeni come “indicazione toponomastica strada ex parco – Corridoio verde“, probabile futuro ingresso della sede accademica pescarese.
Le motivazioni della richiesta fanno capo al forte sentimento che accomuna la figura del giovane dottorando a tutti gli studenti.
Regeni è simbolo della generazione Erasmus, dei giovani che fanno del mondo accademico la loro vita, spiega l’Associazione.

Dall’altra parte l’Università propone un democristiano. Chi è Remo Gaspari?

Il “Duca degli Abruzzi”, “San Remo”, “don Remo” e “Zio Remo”. Questi erano i soprannomi del democristano Remo Gaspari, il padre-padrone della regione, colui che parlò dell’Abruzzo come “Isola Felice”, un luogo pulito, libero dalle infiltrazioni mafiose e massoniche.
Una bella favola da raccontare ai nipoti, in cui “Zio Remo” ti dice di stare tranquillo, di non preoccuparti perché l’Abruzzo è lontano da quelle brutte storie di sangue, mazzette e rifiuti insabbiati.
Perché “non” è vero che nel 1993 l’intera giunta comunale di Chieti – un monocolore Dc – finì in cella, accusata di concussione per un giro di tangenti sui lavori pubblici.
Perché “non” è vero che “Mani pulite” in Abruzzo portò sotto inchiesta 400 tra amministratori locali e imprenditori, di cui 200 in arresto (entrando di prepotenza nel “Guinness” dei primati della “Tangentopoli” italiana).
Perché “non” è vero che in Abruzzo le logge massoniche ebbero (e hanno) un gran potere; “non” è vero che la “Guglia d’Abruzzo” finì nel mirino del famigerato elencone del giudice Agostino Cordova da Palmi.
Perché “non” è vero che la Commissione Bicamerale Parlamentare sul ciclo dei rifiuti 1996-2001 riportò, nella sua relazione finale, che avevano trovato in quegli anni in Abruzzo uno “sbocco” per i rifiuti (poiché “non si potevano più scaricare in Campania in seguito a vivaci e sanguinosi contrasti fra famiglie camorriste”). Quindi “non” è altrettanto vero che in seguito tali rifiuti furono smaltiti (secondo la Commissione) prima nella cava Masci in Provincia de L’Aquila; poi dirottati a Tollo per terminare questa odissea di rifiuti a Chieti Scalo e a Cepagatti, in contrada Aurora.
Perché “non” è vero che in una relazione semestrale della DIA (Direzione investigativa antimafia) si delinea uno scenario inquietante: un accordo tra ‘ndrangheta e mafia siciliana per spartirsi Abruzzo e Molise (a far gola, gli appalti nella ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, del cratere del Centro Italia piegato dagli eventi a cavallo tra 2016 e 2017 e la rete di spaccio di stupefacenti della costa adriatica).
Se non è vero tutto ciò, non sarà altrettanto vero che lo stesso “Zio Remo” venne accusato di peculato e abuso (autorizzazione a procedere concessa) per l’uso illegale di elicotteri dei vigili del fuoco durante la campagna elettorale.

Due pesi, due misure, ed un roboante silenzio

Se tutto ciò fosse vero, siete ancora sicuri di restare in silenzio e di accettare passivamente una proposta del genere?
A questo punto, ci si chiede come, all’interno del Senato Accademico, solo l’Associazione 360 Gradi abbia pensato all’appropriatezza di questo suggerimento.
Poteva essere l’occasione per dare un segnale forte, proporre la nomina della strada del polo pescarese ad uno studente morto per la ricerca della verità sul suo paese, l’Italia.
Invece si preferisce dare il nome a chi per anni ha raccontato l’Abruzzo da un punto di vista comodo tralasciando la parte oscura, quella zona d’ombra alla quale non si può essere indifferenti.

D’altronde, il tutto sembra seguire un filo di coincidenze: la proposta di Gaspari potrebbe configurarsi come ottima pubblicità in vista della ricostituzione del partito centrista, che guarda caso ha scelto Pescara come luogo di rinascita, una delle città care a “don Remo”.

Claudio Tucci
Romboweb – Giornale studentesco universitario 


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