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Skymetric: ordine e colore

Cielo e geometria nelle opere di Lino Russo, un giovane ragazzo napoletano alle prese con colori e forme della fotografia

Lino Russo è un giovane grafico, studente del corso di Graphic design presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. La geometria e il minimalismo sono alla base del suo lavoro fotografico, orientato principalmente verso sperimentazioni di fotografia, illustrazione e video.
Si chiama infatti “Skymetric” la bellissima serie nella quale Russo ha avuto la brillante idea di unire la geometria delle architetture urbane alla perfezione del cielo, per realizzare degli scatti minimalisti, e per creare delle vere e proprie “geometrie fotografiche“. La parola skymetric, come dice Russo, è composta da cielo (sky) e metrica (geometric): “Il mio è un contesto minimalista dove l’ordine e la pulizia regnano sovrani“. L’immagine mette a fuoco la destrutturazione e decontestualizzazione dei luoghi e degli spazi architettonici con lo scopo di alterare la struttura naturale degli edifici. I luoghi che il fotografo prende in considerazione hanno in comune l’essere squadrati, rettangolari, regolari e sintetici, perché vuole impressionare gli occhi dello spettatore con la sua idea di perfezione dello scatto. L’elemento maggiormente interessante è il cielo: ogni foto, infatti, mostra uno sfondo celeste di un azzurro intenso incontaminato da nuvole, un cielo che è in netto e perfetto contrasto con i colori forti e vivaci delle architetture: “Oltre le nuvole c’è sempre l’azzurro” le parole di Russo in merito al suo progetto fotografico.
I suoi scatti all’apparenza non sembrano avere la parvenza di una foto, in quanto suggeriscono l’idea di essere progetti grafici realizzati al computer. Dunque è proprio il suo spunto artistico di congiungere la fotografia al design che lo ha reso un fotografo molto interessante.
Scrive Lino Russo: “Stimo il lavoro di Edward Hopper, Vasilij Kandinskij, Mark Rothko, Franco Fontana. La fotografia è arte e la creatività sta nel distruggere per ricostruire. Così i luoghi cesseranno di esistere“.
Martina Contarato

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