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Rapporto Ocse-Pisa sulla scuola: gli studenti italiani non sanno più leggere

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Rapporto Ocse-Pisa: studenti italiani ferrati in matematica, ma carenti nella comprensione e gestione di un testo scritto. Solo uno su 20 sa distinguere tra fatti e opinioni

In riferimento ai dati raccolti nell’anno 2018, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha consegnato a Pisa i pessimi risultati raggiunti dall’Italia nello studio riguardo le competenze degli studenti 15enni rispetto a lettura, elaborazione matematica e scienze. I ragazzi italiani raggiungono così -nella scala della indagine Ocse- un punteggio di 476, a fronte della media di 487, collocandosi tra il 23esimo ed il 29esimo posto nella classifica dei paesi membri dell’organizzazione. Allarmante è il confronto con i rapporti degli anni precedenti, che mostrano un peggioramento dei ragazzi di 26 punti rispetto al 2000, di 20 punti rispetto al 2009. Sempre secondo il rapporto, nel campo matematico i ragazzi superano le ragazze di 16 punti, che però si difendono a spada tratta nella lettura e comprensione del testo, superando i rappresentanti del sesso opposto di 25 punti.  Il vantaggio delle ragazze è confermato anche da una presenza maggiore di ragazzi che non raggiungono il livello minimo di competenza: circa il 28% contro il 19%.

Tra nord e sud Italia, il divario culturale si riflette anche a livello di prestazione scolastica. Secondo il rapporto infatti, gli studenti delle aree del nord ottengono risultati migliori rispetto a quelli del sud, marcando un divario spaventoso che si aggira attorno ai 50 punti.
In ultima analisi nel nostro Paese, le differenze tra i dati risultanti dai licei e quelli degli istituti tecnici e professionali. I primi, con un punteggio di 521, superano gli istituti tecnici di circa 60 punti, e lo stesso con quelli professionali, sorpassati di ben 80 punti.

Il paragone con l’estero:

A rappresentare una popolazione totale di 32 milioni di studenti quindicenni in tutti i 79 paesi partecipanti a questa edizione, sono circa 600mila studenti che hanno fatto il test, tutti per la prima volta al computer, della durata di due ore. In Italia, 11.785 studenti hanno sostenuto la prova, rappresentativi di una popolazione di circa 521.000 studenti quindicenni. L’Italia è a livello di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele. Le province cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang, oltre a Singapore ottengono un punteggio medio superiore a quello di tutti i paesi che hanno partecipato alla rilevazione.

Qual è la causa di questi risultati?

“Sono risultati figli delle politiche degli ultimi 10 anni in un Paese in cui il sistema scolastico è sottofinanziato non ci si può aspettare che i dati consegnino la descrizione di una realtà rosea.” Così  afferma Federico Allegretti, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, ponendo come causa del problema le problematiche che emergono attorno alla gestione statale degli enti d’istruzione. Continua – “Le nostre scuole sono fatiscenti, i nostri docenti sottopagati e la nostra didattica vecchia. Siamo costretti a studiare in un ambiente che non ci fornisce nessun tipo di welfare, dove i ricchi possono permettersi di portare avanti gli studi mentre i poveri sono relegati ai margini di un sistema che fa della competizione e della premialità del merito i suoi cardini.” Il problema, parrebbe presentarsi appunto a causa di una mancato investimento nella scuola, università e ricerca; un investimento assente negli studenti che, andando avanti così, come dichiarato da Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, “colpirà un’intera generazione che non riuscirà ad avere le conoscenze adeguate per affrontare il mondo del futuro e i cambiamenti necessari per migliorare il nostro paese.”

Redazione Romboweb Giornale studentesco universitario
Giovanni Domenico Raffaele Maraziti


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