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Quanto la DAD ha influito sull’apprendimento e sul benessere degli studenti? Uno studio della d’Annunzio in collaborazione con l’Università di Macerata

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Il professor Aristide Saggino ci racconta di come l’università di Chieti-Pescara e l’Università di Macerata stanno realizzando uno studio sugli effetti psicologici della didattica a distanza

Finora, è stata effettuata una sola ricerca in Italia sull’impatto della didattica a distanza sui ragazzi e i dati affermano un aumento dello stress percepito e una diminuzione del livello di attenzione. Per questo motivo l’Università G. d’Annunzio e l’Università di Macerata hanno dato il via ad una indagine per capire e studiare come la pandemia ed il lockdown abbiano influito sugli studenti attraverso la somministrazione di un quiz online.  Il coordinamento e la supervisione di questo studio sono stati affidati per la d’Annunzio ad Aristide Saggino, psicologo e  professore di psicometria del nostro dipartimento di medicina e scienze dell’invecchiamento, che ci racconta: «L’idea è quella di studiare l’impatto della didattica a distanza non solo sull’apprendimento ma anche sul benessere psicologico degli studenti […] Non solo la didattica potrebbe peggiorare i livelli di apprendimento ma anche la fiducia degli studenti nella propria capacità di apprendere».

Tutto questo riguarda non solo i ragazzi ma anche i docenti, perché questa situazione innaturale ha colpito anche chi ha dovuto da un momento all’altro imparare ad insegnare con strumenti quasi improvvisati come la DAD. I dati che verranno fuori dalla ricerca, come ci spiega il professor Saggino, potranno anche essere d’aiuto per comprendere alcune lacune generate naturalmente dalla distanza: «Volevamo fare questo studio con la speranza che questi dati potrebbero essere utili al mondo accademico per rendere la DAD più umana e fruibile, sperando sempre che la pandemia finisca presto».

E’ fondamentale sottolineare non solo il rendimento accademico e lo studio, ma anche aspetti psicologici spesso trascurati come il maggiore stress, l’incapacità di socializzare o l’insonnia. Vita quotidiana e didattica a distanza non possono essere prese in considerazione separatamente, infatti Aristide Saggino ci invita a riflettere anche su questo punto. «Per studiare la dad finiremo obbligatoriamente a comprendere anche le problematiche legate alla vita quotidiana. […] L’ essere umano è un essere sociale, io sono fautore dell’università in presenza soprattutto per i ragazzi: il ragazzo ha bisogno anche di poter fare altro per studiare meglio».

Redazione Romboweb – Irene Ciafardone


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