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Percorso FIT: poche certezze e grandi interrogativi

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Tempistiche lente e modalità sommarie: ecco cosa cosa pensano gli studenti della d’Annunzio sul percorso FIT

La continua mancanza di chiarezza delle istituzioni nazionali in merito al percorso FIT e PeF24 ha destabilizzato gli atenei italiani costringendoli a creare ed attuare percorsi PeF24 in brevissimo tempo con poche direttive vere e proprie, lasciandoli poi in balia del tempo e degli eventi.

Poche certezze determinano grandi interrogativi

Secondo gli studenti della d’Annunzio anche l’ateneo abruzzese ha sofferto le vaghe direttive ministeriali generando non pochi problemi agli aspiranti insegnanti.
Molte problematiche riguardano le tempistiche parecchio lente di richiesta d’accesso e di svolgimento dei corsi ed esami integrativi previsti dal PeF24. Nonostante l’importanza dei corsi aggiuntivi in psicologia, antropologia e pedagogia, le modalità frettolose e sommarie con le quali sono state svolte le attività ha quasi fatto dimenticare agli studenti l’utilità lavorativa futura di questi corsi.
Un altro grande problema che ha scosso gli studenti della d’Annunzio è la mancanza di un appello a settembre per sostenere gli esami del PeF24. Chi non ha concluso il percorso in estate si trova ora in un limbo e non sa quando ne uscirà. Questa scelta dell’ateneo è stata aspramente criticata da tutto il mondo studentesco poiché tende ad aumentare l’incertezza e la frustrazione dei futuri docenti della scuola secondaria di I e II grado.
È da sottolineare però l’impegno degli organi di rappresentanza universitari nell’aver modificato il piano di studi delle lauree magistrali affinché i futuri studenti possano superare il PeF24 nel migliore dei modi.

Come si concluderà la faccenda?

Il nuovo Governo con la bozza della “legge di Bilancio” ha deciso, in via quasi definitiva, di cancellare il percorso FIT ancor prima di farlo intraprendere ai neolaureati eliminando il bando della vecchia legislatura e di istituire nuovamente il concorsone tradizionale con partecipazione aperta a tutti e i soli vincitori diverranno docenti di ruolo.
Vi saranno piccole modifiche in materia di trasferimenti e mobilità, non si potrà infatti chiedere il trasferimento prima di 4 anni, ma nulla di più.
Questa scelta del governo penalizza completamente i tanti precari del mondo della scuola e tutti gli ormai scoraggiati studenti. Vi è bisogno urgentemente di un confronto tra Governo, studenti e precari affinché si trovi una soluzione a questo grande problema, soluzione necessaria e mai più improrogabile.
La scuola è una delle istituzioni cardine di uno stato di diritto non può esser mai più messa da parte.

Redazione Romboweb Giornale studentesco universitario

Michele Neri

 


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