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Operazione Minerva, scattano le manette: 18 tra gli arrestati e gli indagati. Scandalo all’Unidav

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Cinque arresti e 13 indagati: usavano la telematica come un bancomat. Ecco i nomi dei personaggi coinvolti

Nomi illustri, personaggi eccellenti del mondo accademico, ex rettori.
Queste sono le figure (di nicchia) coinvolte nell’inchiesta sull’Università Telematica Da Vinci della Gabriele D’Annunzio.
Tra gli indagati: Franco Cuccurullo, i docenti Saverio Santamaita e Antonio Cilli col figlio Fabrizio.

Usavano la Telematica come bancomat

Le casse dell’Unidav, l’Università telematica usate come un bancomat. Veniva sottratto del denaro per la creazione di fondazioni e società sparse per l’Europa (ma probabilmente anche per il mondo).
È il caso, ad esempio, di una società costruita con lo scopo di drenare denaro attraverso contratti di formazione falsi; in questo caso sono stati messi dentro circa 100mila euro.

Nell‘Operazione Minerva, scattata ieri mattina, sono finite sotto indagine 18 persone sparse tra l’Italia e l’estero: 16 residenti in Abruzzo, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Campania e due residenti in Svizzera e Romania.

Franco Cuccurullo

I nomi eccellenti coinvolti nell’inchiesta

Misure cautelari personali sono scattate per l’ex direttore generale Alberto Rimicci, per due ex consiglieri di amministrazione, un dipendente dell’Unidav, tre imprenditori e un basista residente in Romania.
Inoltre viene contestato un abuso di atti di ufficio per la nomina illegittima a professore universitario a contratto di Antonio Cilli.
Complessivamente gli arrestati sono: Antonio Trifone (46 anni, originario di Avellino, residente a Caltanissetta, domiciliato in Svizzera), Ciro Barbato (69 anni, di Napoli, residente in Romania), Lorenzina Zampredini (65 anni, originaria di Racconigi, Cuneo), Luigi Salesi, Antonio Cilli (tutti componenti del cd’a in diversi periodi).
Tra gli indagati a piede libero, i personaggi eccellenti sono: l’ex rettore della d’Annunzio Franco Cuccurullo nel duplice ruolo di membro del Senato accademico e del Cd’a della telematica; i componenti del Senato dell’ateneo telematico Fausto Guarriello, Saverio Santamaita, Lucia Genovese e Massimo Sargiacomo; il presidente del Cd’a Tommaso Marvasi e i membri Angelo Ambrosio e Francesco Montera; il direttore generale Alberto Rimicci; l’impiegato Ernestino di Febo; Frabrizio Cilli (figlio del prof Cilli), Andrea Botti e Cristiano Diodati, legale rappresentante della Infobasic Srl.

Dalla Svizzera alla Slovacchia, da Malta alla Romania

Tre imprenditori e un basista residente in Romania.
L’Operazione Minerva, che ha coinvolto Carabinieri e Finanzieri dei rispettivi Comandi Provinciali di Chieti, in collaborazione con i colleghi svizzeri, rumeni, slovacchi e maltesi, ha portato al sequestro di beni mobili, immobili e conti correnti bancari per un valore di oltre ottocentomila euro. Un traffico di denaro illecito che ha colpito sia in Italia che in Svizzera, in Slovacchia e a Malta. Gli inquirenti hanno accertato frodi, appropriazione e falsificazione di documenti su larga scala: l’unico obiettivo era depredare le casse dell’Università telematica Da Vinci.
Circa 800 mila euro il flusso di denaro che veniva utilizzato a vari fini per la costituzione di società per il pagamento di fatture a scopo personale e per la gestione di aziende di persone collegate al consiglio d’amministrazione.

Al momento, secondo il procuratore resta da chiarire l’origine dei fondi provenienti dalla Slovacchia ed erogati dalla comunità europea andando a controllare gli aspetti dell’aggiudicazione del bando di concorso.

Le parole del Rettore Caputi

«Bisogna ritornare a parlare di futuro per la telematica Da Vinci, di rilanciare il “Brand telematico”». Nonostante la rabbia per l’evento accaduto, il Rettore in conferenza stampa (presso l’aula consiliare del Rettorato) cerca di essere speranzoso, parlando di ciò che la sua amministrazione sta facendo per l’Unidav, come l’acquisto dei Palazzetti Veneziani nel centro storico teatino.
Ma la rabbia resta. Secondo le parole di Caputi, la d’Annunzio andrà fino in fondo in questa storia e si costituirà parte civile nell’eventuale processo sull’Operazione Minerva. Il Rettore inoltre, rivela che la somma sfuggita dalle casse della telematica ammonterebbe in realtà ad 1 milione e 800 mila euro, soldi già anticipati dalla d’Annunzio e spariti nel nulla.

Nel frattempo i vertici amministrativi hanno annunciato le elezioni per il futuro Rettore della telematica Unidav che si terranno con molta probabilità il 2 luglio.

Redazione Romboweb Giornale studentesco universitario
Claudio Tucci


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