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L’Arrivista racconta: Mutonia e la seconda vita dei rottami

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Nella città di Santarcangelo Di Romagna (RN) si trova Mutonia, il villaggio degli scarti, divenuto famoso per le sculture create con materiali di recupero

Mutonia

Il termine comunità indica una forma di vita collettiva dove l’insieme di persone può essere unita dalla lingua, dal territorio oppure dalla professione vivendo in sinergia la quotidianità.
Non tutte le comuni sono uguali sotto questo punto di vista, esistono comunità dove ognuno ha la sua casetta, il suo laboratorio, la sua officina oppure le sue cose da fare. A fare da collante per il gruppo c’è la voglia di evadere dalla “normalità” di questo sistema attuale cercando di essere travolti il meno possibile da quello che è il consumismo generale che caratterizza quest’epoca. Il vivere fuori dagli schemi si rivela un’ancora di salvezza, il continuo nomadismo, il contatto con gli spazi aperti. Vivere in una comunità significa anche darsi sempre da fare per il bene comune.
Far parte di una comune come quella dei Mutoid West Company significa avere una concezione di vita e di lavoro che passa attraverso la creatività.

I Mutoid Wast Company sono un gruppo di persone, abbastanza numeroso, che popolano diversi paesi del mondo. Ciò che li accomuna è uno stile di vita anticonsumista recuperando i “wast”, rifiuti di diversi tipi, ferrosi o plastici. L’intento è quello di mutare ciò che raccolgono per creare qualcosa di nuovo, sfruttando la forma o l’uso del rottame. Il gruppo dei Mutoid è formato da artisti nomadi che girano l’Europa a bordo dei loro caravan per esibirsi in spettacoli caratterizzati dall’uso di sculture e scenografie che riportano all’idea di un mondo post-industriale.
Negli anni ’90 il gruppo di Mutoid si sposta in Italia, da Berlino, fermandosi in un piccolo comune, Santarcangelo di Romagna (RN). Alcuni hanno deciso di stabilirsi definitivamente in quello che era un ex frantoio lungo il fiume, di proprietà del comune, creando Mutonia “la città degli scarti” che ancora oggi continua la sua attività performative e di spettacolo perseguendo l’idea post-industriale di recupero e riutilizzo. Altri componenti del gruppo invece continuano a spostarsi per l’Europa a seconda delle proprie necessità.

Mutonia

Gli spettacoli dei Mutoid riscuotono successi da parte degli abitanti che iniziano ad integrare sempre più questo gruppo di artisti nella loro società. Gli eventi sono caratterizzati dall’ uso di fuoco, musica, caos e gli immancabili robot meccanici che con il loro aspetto accattivante hanno lo scopo di sbalordire ma al tempo stesso di intimidire il pubblico. Una delle loro esibizioni si può accostare ad un rituale tribale: il fuoco, le percussioni e la distruzione di oggetti sono tutti elementi immancabili dei loro show. Anche la politica locale si esprime a riguardo di Mutonia, queste le parole dell’assessore di Santarcangelo Filippo Sacchetti: «Una forma innovativa e di grande riconoscimento per la storia e l’impatto culturale e urbano che la comunità Mutoid ha introdotto sul nostro comune. Uno sguardo sostenibile, umano, che cerca nell’integrazione tra arte e utopia una strada per un mondo migliore. Un grande grazie a tutti i dipendenti comunali, agli avvocati Rossi e soprattutto alla Mutoid Waste Company per averci creduto e per anni combattuto».

Mutonia

Con il tempo il gruppo si insedia bene in quella che era una ex cava, proseguendo i loro lavori di miglioria, sempre affiatati e pronti a sprigionare la loro vena artistica su qualche nuovo progetto.
I Mutoid si sostengono vendendo, quando possibile, le loro opere oppure con le offerte ricavate dai loro spettacoli, eventi o festival unici nel loro genere che fanno in giro per l’Italia e anche all’estero. Nel 2012 sono stati invitati a prendere parte alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi di Londra.

Redazione Romboweb – Gabriele Masperi


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