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L’Abruzzo torna in zona gialla: le nuove regole dal 26 aprile

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Da domani l’Abruzzo torna in zona gialla: tutte le novità, a partire da domani lunedì 26 aprile, dagli spostamenti consentiti alle riaperture

Pescara in zona gialla

Sono state confermate le nuove ordinanze che entreranno in vigore a partire da domani, 26 aprile 2021. Tra le prime novità, gran parte dell’Italia , tra cui la regione Abruzzo, passerà in zona gialla; rossa solo la Sardegna. Rimane in tutto il Paese, per ora, il coprifuoco dalle 22 alle 5 e saranno consentiti gli spostamenti tra regioni bianche e gialle; nelle zone arancioni e rosse sarà possibile l’accesso solo con la “certificazione verde”(documento che attesti o la guarigione dal covid-19, la vaccinazione o l’esito negativo di un tampone antigenico o molecolare entro le 48h precedenti).

Cosa si può fare nelle zone gialle?

Nelle zone gialle saranno consentite le riaperture di bar e ristoranti che potranno servire soltanto ai tavoli negli spazi aperti, per il servizio in luoghi chiusi si dovrà aspettare  il 1 giugno 2021. Riaprono anche musei, teatri e cinema con ingressi contingentati e limitati e sarà obbligatoria la prenotazione dei posti; inoltre, la capienza massima sarà del 50% entro il limite di 500 persone al chiuso e 1000 all’aperto. Purché all’aperto si potrà tornare anche a fare sport di squadra e di contatto, per palestre e piscine bisognerà attendere ancora. Da domani, regole meno rigide anche per le visite ad amici e parenti, sarà però possibile uno spostamento al giorno in una casa privata per un massimo di 4 persone.

Scuole ed università

Nelle università, le lezioni rimarranno online fino alla fine del secondo semestre mentre, da domani, saranno consente sedute di laurea ed esami in presenza. Si torna in aula anche nelle scuole dell’infanzia, scuole elementari e medie. Per quanto riguarda le scuole superiori, si tornerà in classe da una percentuale minima del 70% fino ad un massimo del 100%.
Il premier Mario Draghi sulla riapertura delle scuole dichiara: «L’obiettivo è dare ai ragazzi almeno un mese di scuola in presenza. Devono chiudere l’anno insieme. […] Una delle ragioni di chiusura delle scuole fu che i ragazzi tornano a casa e contagiano i genitori e i nonni. Ecco, mettere in sicurezza la categoria dei più fragili e anziani consente di riaprire le scuole.»

Redazione Romboweb – Irene Ciafardone


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