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La Cina e la demolizione del dissenso

Le Organizzazioni Non Governative di mezzo mondo messe all’uscio dal partito unico

Le organizzazioni non governative straniere saranno sorvegliate dalla polizia a causa di una proposta di legge formulata da legislatori cinesiSarà possibile per le autorità irrompere nei loro uffici, perquisirli senza preavviso e convocare i rappresentanti di queste senza alcun valido motivo.

Secondo il Wall Street Journal, l’obiettivo di questa legge segue la campagna promossa dall’attuale Presidente Xi Jinping per tenere saldo il consenso della società civile cinese contro ogni forma di ideologia e influenza straniera, con il fine di alimentare il supporto per il partito comunistaNon è un caso infatti che questo gesto politico si verifichi dopo un brusco aumento di proteste e manifestazioni di dissenso verso il governo. Il Ministro della pubblica sicurezza cinese avrà carta bianca per accordare o rifiutare alle ONG straniere il permesso di operare in territorio cinese, valutando di volta in volta ogni singolo casoLa notizia era già nell’aria e anche se al momento non c’è nulla di definitivo, questo gesto rafforza la serie di atti politici del Presidente cinese per eliminare le sgradite influenze straniereSe poi da un lato un esponente del Congresso cinese sembra voler tranquillizzare la stampa estera, asserendo che «La Cina ha un atteggiamento aperto e accogliente nei riguardi di ONG straniere», comunque ci tiene a ricordare che «c’è sicuramente una piccola percentuale di ONG straniere che ha intenzione o ha già danneggiato la stabilità sociale e la sicurezza nazionale».
Supporre che delle Organizzazioni Non Governative abbiano intenzioni malevole e che fomentino attivamente il dissenso è la via per liberare le mani, e le manette, alla polizia. La Cina conferma quindi la sua vocazione alla tutela violenta del consenso verso il partito unico

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