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Quattrocento leghe verso Sud: il Piano A dell’Imago Museum racconta un sogno venuto da lontano

Si dice che il corpo viaggi in carrozza, mentre l’anima lo segue a piedi. In effetti c’è voluto del tempo perché Kristian Zahrtmann e il gruppo di artisti danesi operanti intorno a lui si adattasse al paesaggio italiano. Dopo quasi duemilacento chilometri è inevitabile respirare un’aria diversa, e, se l’artista è colui che è più sensibile al cambiamento, è anche quello che è capace di dedurvi i più profondi messaggi. Fortunatamente, era proprio un mondo diverso, un luogo en plein air, quello che gli artisti andavano cercando: un’Italia eletta a Parnaso, in particolare l’Abruzzo con il borgo montano di Civita d’Antino in Val Roveto. Quadretti di vita quotidiana, l’umano che si concede di essere umano: l’apparente incorruttibilità e antichità di un popolo che, secondo il gruppo di artisti nordici, solo in Italia poteva essere trovato in tutta la sua primitiva essenza.

Di questo vive, si nutre e così si presenta il Piano A dell’Imago Museum– Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Pescara: una collezione permanente di centodiciannove dipinti, dieci disegni e un’incisione.

Ufficialmente inaugurato il 28 settembre 2021, l’Imago Museum è ospitato, dopo l’acquisizione nel 2013 da parte della Fondazione Pescarabruzzo, nello storico palazzo dell’Ex banco di Napoli che è situato nel cuore della città, tra corso Vittorio Emanuele II e piazza Sacro Cuore, a portata di tutti poiché a due passi dalla stazione centrale degli autobus e alla stazione dei treni.

L’acquisizione delle opere fu avviata nel 2010 con lo scopo di dare vita ad una raccolta che è divenuta con gli anni la più notevole rassegna di arte impressionista danese presente in Italia. Qui, attraverso i dipinti di Zarhtmann, Krøyer, Skovgaard, Pedersen, Budtz-Møller e degli altri artisti presenti nell’esposizione, ad essere celebrati sono il paesaggio e la varia umanità, ritratta con rispetto per ciò che è vero cosicché è possibile avvertire la dignità che trapela da ciascuna immagine, da un pastore che dirige il gregge fino a un gruppo di donne che conversano intorno ad un pozzo.

La realizzazione del sogno degli artisti scandinavi occupa solo una parte (Piano A) dei 1200 mq di spazi espositivi, i quali, infatti, dedicano la giusta attenzione anche a diverse altre collezioni ed esposizioni: la Hall è dedicata alle mostre temporanee e al momento ospita opere attribuite alla corrente dell’Espressionismo tedesco; il Piano B è dedicato alla rassegna di artisti figurativi del ‘900, dal titolo “Arte, Immaginazione e Verità”; mentre il Piano C, attualmente in corso di allestimento, sarà occupato temporaneamente dalle opere di Mario Schifano, esponente di spicco della Pop Art.

Con il ricco fiume artistico che scorre al suo interno, il museo si presenta come uno scrigno di possibilità delle quali ognuno dovrebbe approfittare, dal martedì alla domenica, in due fasce separate dalla pausa pranzo, i cui orari e tariffari potranno essere consultati direttamente dal sito del museo (https://imagomuseum.it/).

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