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Il primato italiano: la generazione Neet

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Non lavorano, non studiano, non cercano lavoro. Non è la generazione di chi non ce la fa ma di chi non vuole farcela

Nelle statistiche europee vengono definiti “Early School Leavers” e sono coloro che abbandonano i banchi di scuola e che non hanno raggiunto né un diploma né una qualifica.

In Italia sono 3,3 milioni, costano allo stato 32 miliardi l’anno e costituiscono la Generazione Neet più grande d’Europa. Di questi 3 milioni di ragazzi ben 580 mila appartengono alla fascia 18-24 anni. Studi statistici hanno rilevato una connessione tra il capitale culturale della famiglia di provenienza con l’abbandono scolastico giovanile.

Nel 2016 si è affermato che quasi il 70% dei giovani che non avevano raggiunto diploma o qualifica avevano almeno un genitore senza titolo di studio, anche se il dato si è notevolmente ridotto per la lotta all’abbandono scolastico, il fenomeno resta allarmante. I Neet non producono ricchezza, in quanto non cercano lavoro e costano 32 miliardi di euro all’anno in servizi, sanità e politiche per il lavoro e l’integrazione.

Più forti preoccupazioni destano per la cosiddetta opinione pubblica in quanto i Neet si sono rivelati fortemente scettici nei confronti del proprio futuro, nelle istituzioni e nello stato. Un vero e proprio esercito figlio di un fenomeno sociale che richiede interventi netti, mirati e tangibili.

Jacopo Bassetta


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