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Aggressioni allo scalo: Tirocinante di psicologia schiva coltellata, un altro ragazzo finisce in ospedale con polmone perforato

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Gli studenti si domandano se questa città abbia altro da offrire. Appello dell’associazione 360 Gradi : il problema è che questa non è una città concepita per gli studenti

Studenti con lunga memoria ricorderanno anche altre tragiche vicende avvenute a Chieti, basta un’occhiata di troppo, una battuta mal compresa o uno spintone per ottenere epiloghi simili a quelli avvenuti all’alba del 1 Dicembre a “Galleria Scalo”.

Chieti scalo scenario di una doppia aggressione:

Viale Benedetto Croce, 5:30 del mattino del  1 dicembre. Galleria scalo è ancora frequentata per quella che doveva essere una normalissima sera di divertimento. Un ragazzo sui 25 – 30 anni si avvicina con fare provocatorio verso un giovane tirocinante di psicologia che, non rispondendo alle provocazioni, si allontana dai locali in compagnia dei suoi amici.

Poco dopo però viene nuovamente raggiunto dal provocatore che lo spinge fortemente facendolo cadere con volto a terra. Proprio in quel momento, rialzandosi da terra, il 25enne intravede un terzo ragazzo, dietro l’aggressore, il quale impugna una lama di almeno 10 cm e che con uno scatto cerca di accoltellarlo al petto. Il tirocinante d’istinto si tira indietro scampando l’accoltellamento e apprenderà solo in ospedale che il suo attentatore avrebbe pugnalato un altro ragazzo di 25 anni, sempre a Galleria Scalo, ora con gravi lesioni polmonari. Le indagini chiariranno tutti gli aspetti della vicenda.

Immediata la denuncia del tirocinante avvalorata anche dalla presenza delle registrazioni di video sorveglianza dei locali. L’associazione studentesca 360 Gradi prende fortemente le distanze da tali atti e coglie l’occasione per ribattere su un tema fondamentale : lo scalo non è strutturalmente concepito per accogliere gli studenti e tutte le attività che la presenza studentesca comporta.

Prima di iniziare dalla “sicurezza” sarebbe il caso di ricominciare dalla vivibilità:

Sembrerebbe questo il momento di cogliere ciò che i fatti rivelano. Se lo scalo è stato concepito semplicemente come un “dormitorio” nessuno dovrebbe sbalordirsi se poi sono proprio gli studenti ad essere spettatori o vittime di aggressioni, proprio perché attuati in quei rari luoghi di incontro che questa città ha da offrire. Tutta la comunità studentesca si raccoglie scossa davanti a questi atti di spudorata violenza.

La redazione Romboweb- giornale studentesco universitario

L’associazione studentesca 360 Gradi


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