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Discriminazioni: ciò che emerge dalle nuove disposizioni DAD

L’Ateneo riconosce e tutela, per tutte le sue componenti di ogni ordine e grado, le medesime condizioni di rispetto e di pari dignità. Respinge e persegue qualunque situazione di discriminazione.

Discriminazione è all'ordine del giorno. Parte II: Regole di condotta Ud'A, L'Ateneo riconosce e tutela, per tutte le sue componenti di ogni ordine e grado, le medesime condizioni di rispetto e di pari dignità. Respinge e persegue qualunque situazione di discriminazione. discriminazione è all'ordine del giorno.
L’Ateneo riconosce e tutela, per tutte le sue componenti di ogni ordine e grado, le medesime condizioni di rispetto e di pari dignità. Respinge e persegue qualunque situazione di discriminazione.

Il 3 agosto era stato pubblicato sul sito dell’università G. D’Annunzio un avviso riguardante le modalità di erogazione della didattica, nella quale si prevedeva il rientro in presenza degli studenti per tutte le attività didattiche. Tuttavia, sarebbe stato garantito a specifiche categorie di studenti con varie difficoltà il mantenimento della didattica a distanza, come strumento di tutela del diritto allo studio.

Dal 13 settembre all’11 ottobre, il Senato Accademico continua a normare ulteriori indicazioni sulla DAD, creando caos tra gli studenti  e aprendo la strada, a nostro avviso, a diverse situazioni di discriminazione.

Quali sono state le decisioni del Senato?

Soffermiamoci sulla modalità di frequenza delle lezioni. Il 29 settembre, a pochi giorni dall’inizio delle attività universitarie per molti corsi di studio, il sito di Ateneo presenta dei chiarimenti circa l’accesso alla DAD.

La domanda dovrà essere compilata in un form “https://teledidattica.unich.it/forms” e dai soli studenti che rientrano nelle categorie scelte dall’Organo:

  • aderenti all’iniziativa “PA 110 e lode” per la formazione della pubblica amministrazione;
  • possessori di certificata condizione di fragilità personale in relazione al Covid-19 (dipendente da patologie gravi o immunodepressive);
  • studentesse gestanti dal settimo mese di gravidanza o con diagnosi di gravidanza a rischio, certificata dal medico specialista; 
  • studenti con problemi di salute o di invalidità, comprovati da certificazione rilasciata da strutture del Servizio Sanitario Nazionale o dall’INPS; 
  • studenti impegnati nello sport agonistico a livello nazionale o internazionale, condizione che deve essere attestata dal CONI o dalla federazione sportiva di riferimento;
  • studenti con figli piccoli (fino a tre anni), come certificato da stato di famiglia; 
  • studenti detenuti, come certificato dalle autorità competenti.

Perché parliamo di discriminazione?

Il 13 ottobre, la seduta di Senato successiva decide che i corsi di studio con frequenza obbligatoria, tra cui Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Farmacia e le triennali e magistrali della Professioni Sanitarie saranno esclusi dalle pregresse disposizioni. Gli studenti che avevano fatto richiesta di DAD rientrando nelle categorie sopra citate si ritrovano improvvisamente vietato l’accesso alla propria formazione.

“Le lezioni non vengono erogate in caso di Covid. Abbiamo fatto domanda e contattato diversi numeri, nessuno dei quali ha dato informazioni concrete. La scoperta finale: ci hanno tagliato fuori dalla DAD. – studenti di Medicina, Infermieristica e Farmacia”

“Ho una patologia che non mi permette di programmare le giornate ed ho compilato la domanda. Non è stata mai considerata, lasciandomi per molti giorni senza risposte. Penso sia sbagliato non valutare anche i singoli casi, perché davvero c’è chi ne ha bisogno. – studente di Farmacia”

“Sono in gravidanza e ho difficoltà varie. Una gravidanza a rischio non capita solo al settimo mese di gestazione. Pago le tasse, ho il diritto di seguire, di ricevere dei servizi. – studentessa di C.T.F.”

Alcune testimonianze raccolte.

Cosa è cambiato? Cosa ha portato a disposizioni tanto controverse quanto discriminatorie?

Nessuno lo sa. Nel Codice Etico, l’Ateneo promette di tutelare tutte le componenti di ogni ordine e grado perseguendo qualunque situazione di discriminazione. Adottare queste nuove disposizioni, sembra andare anche contro i principi che si dichiara di voler seguire.

Perché continuiamo a parlarne? È passato un mese dalla ripresa delle lezioni, e gli studenti subiscono le conseguenze di decisioni ingiuste che si riflettono negativamente sulla loro formazione. Si pensi all’ultima notizia riportata sui nostri giornali locali che vede Ilaria, iscritta al secondo anno di corso di laurea magistrale di scienze infermieristiche e ostetriche, nonché ostetrica presso l’Ospedale Ss Annunziata di Chieti, doversi privare della propria formazione per allattare suo figlio.

E i Rappresentanti? Entrati in carica dal 1° novembre, sono già a lavoro per richiedere la modifica di queste disposizioni e tutelare gli studenti.

“Le cariche stanno arrivando ora, dopo sei mesi dalle elezioni. Per questo motivo, non abbiamo potuto contrastare alcune scelte del Senato Accademico che avrebbero dovuto tutelare noi studenti. Da un lato siamo felici di essere riusciti a far mantenere la DAD anche se avevamo chiesto di lasciar scegliere lo studente, senza creare categorie. Dall’altro, siamo assolutamente scioccati e contrari a questa scelta di distinguere tra corsi ad accesso libero e non, che non tiene conto delle esigenze manifestate dalla componente studentesca. Lavoreremo affinché nessuno studente perda il suo diritto a formarsi.

Carmela Santulli, rappresentante degli studenti per 360Gradi.

Quello che chiediamo è che la nostra formazione sia una priorità per l’Ateneo e che si tenga conto degli studenti, per tutto ciò che li riguarda.

Siamo noi il fulcro dell’università.

Link da visitare:

www.unich.it, codice etico uda 

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