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Diritto allo studio, studenti contro la Regione:”Troppe inadempienze”

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Comunicato stampa delle associazioni studentesche 360 Gradi, Udu Teramo e Udu L’Aquila in tema diritto allo studio:”Agire ora!”

“Agire ora!” è il grido degli studenti universitari delle sedi abruzzesi che oggi hanno deciso di far sentire la propria voce. Le associazioni studentesche 360 Gradi, Udu Teramo e Udu L’Aquila scelgono l’azione condivisa pubblicando un comunicato stampa in tema diritto allo studio. “Troppe inadempienze”, continuano gli studenti rivolgendosi in particolare alla Regione Abruzzo, l’ente che gestisce l’ADSU, l’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario.

Chieti e Pescara…

Il punto principale del comunicato tocca quello che dovrebbe essere uno dei più “elementari diritti allo studio: il poter studiare in ambienti consoni”.
“Situazione delicata” affermano i rappresentanti eletti di 360 Gradi in merito alle attuali vicende che hanno coinvolto l’ateneo di Chieti-Pescara. Ma oltre alle vicende su Pescara, alla volontà imprenditoriale di “allargarsi” da parte del Rettore e nonostante i recenti lavori di manutenzione delle strutture universitarie, “continua a piovere  in varie parti della sede di Chieti e tutte le segnalazioni pare siano andate inascoltate.”

Le parole di protesta non si fermano qui. I rappresentanti mettono il luce ulteriori problematiche relative alla didattica del campus teatino-pescarese. Lamentano gli studenti: “Al 15 Novembre è completamente impossibile compilare un piano di studio, nonostante le varie segnalazioni dei ragazzi di 360 Gradi l’unica risposta dei settori preposti  è stata quella di aspettare.”

L’Aquila…

I rappresentanti di Udu L’Aquila mettono subito in evidenzia la situazione attuale dell’Azienda del Diritto allo Studio, ferma in un limbo che tutte e tre le Adsu abruzzesi vivono ormai da mesi.
Dall’annuncio della nomina dei nuovi presidenti sono passati ben due mesi in cui tutto è rimasto bloccato nell’indifferenza totale. Il consiglio di amministrazione dell’ADSU aquilana infatti non si riunisce dal 23 settembre e a quell’annuncio non sono seguite le nomine ufficiali per le quali gli studenti chiedono “celerità e competenze”.

Un altro elemento messo nero su bianco, definito “elemento di latitanza”, è l’attuale mancanza del DPG010 – Servizio Istruzione, l’ufficio con cui gli studenti potevano “interfacciarsi per le problematiche relative al diritto allo studio”. Ma non solo, perché le associazioni continuano a descrivere altre inadempienze non spiegate; ad esempio la mancata nomina del rappresentante degli studenti aquilano in CRU, Antonio Corsi, eletto dagli studenti ma non nominato dalla regione (ad oggi non può rappresentare l’ateneo). A proposito di CRU, le associazioni chiedono “ancora una volta” che venga convocata” perché gli studenti abruzzesi hanno bisogno che sia aggiornato il piano di indirizzo triennale che tutt’oggi ogni anno fa perdere in regione decine di borse di studio soltanto per la sua inadeguatezza all’articolazione didattica presente sul territorio”.

Teramo…

“Nell’ateneo teramano la situazione non versa in acque migliori!”. Per l’Università di Teramo, secondo i rappresentanti Udu, le inadempienze presenti sono prima di tutto da imputare all’ADSU. I motivi sono più o meno simili al caso aquilano; scrive Udu: “Dalla sparata del 19 Settembre, in cui vennero annunciati (contrariamente alle procedure dettate dalla normativa) i nominativi dei presidenti delle Aziende nulla si è mosso! Le terne di nomi presentare in Giunta Regionale per ciò che riguarda le presidenze della ADSU non comprendono quella relativa a Teramo. Una situazione che versa in una preoccupante inerzia”. Ma le sollecitazioni, anche qui, non si fermano: altra questione aperta è la costruzione della Casa dello studente, rimasta nel limbo della burocrazia. Se dovesse mancare la nomina si rischierebbe ” l’eventuale designazione di un soggetto senza alcun tipo di capacità amministrativa pregressa o con scarse conoscenze in materia di diritto allo studio”.

Redazione Romboweb Giornale studentesco universitario
Claudio Tucci

Qui di seguito si riporta il comunicato condiviso.

LA REGIONE ABRUZZO DIMENTICA IL DIRITTO ALLO STUDIO: AGIRE ORA!

E’ divenuta ormai intollerabile la situazione del diritto allo studio in regione Abruzzo. C’è una vera e propria lista di inadempienze e ritardi da parte della regione che rende davvero difficile far fronte ai non pochi problemi che ci sono sul tema diritto allo studio.

Il consiglio di amministrazione dell’Azienda del Diritto allo Studio dell’Aquila non viene convocato dal 23 settembre questo perchè si è in un limbo che vivono tutte e 3 le ADSU abruzzesi (L’ Aquila, Teramo, Chieti): un annuncio della nomina dei nuovi presidenti nel mese di settembre e il nulla che lo ha seguito. Infatti a quell’annuncio non sono seguite le nomine per le quali chiediamo celerità e competenze: chiediamo ai responsabili politici che le Aziende siano messe velocemente nelle condizioni di lavorare e che si scelgano dei presidenti con competenze e che conoscano il mondo universitario e del diritto allo studio.

Un ulteriore elemento di latitanza della regione per il quale ugualmente chiediamo un cambio di rotta è l’attuale mancanza del DPG010 – Servizio Istruzione, l’ufficio con cui gli studenti potevano interfacciarsi per le problematiche relative al diritto allo studio. Da troppo tempo ormai anche questa porta è chiusa e lo vediamo, praticamente, nella mancata nomina del rappresentante degli studenti aquilano in CRU. Antonio Corsi, eletto dagli studenti ma non nominato dalla regione, non può ad oggi rappresentare l’ateneo aquilano in questo organo perchè manca l’atto formale di nomina, e manca anche l’ufficio ove gli studenti potevano sollecitarla.

E a proposito di CRU chiediamo ancora una volta che sia convocata, perchè gli studenti abruzzesi hanno bisogno che sia aggiornato il piano di indirizzo triennale che tutt’oggi ogni anno fa perdere in regione decine di borse di studio soltanto per la sua inadeguatezza all’articolazione didattica presente sul territorio. L’assessore Fioretti è a conoscenza della nostra proposta di cambiamento in questo senso, ma ad oggi ci è stato impossibile poterla discutere. Chiediamo quindi all’assessore con urgenza un incontro per poter parlare di questa di tutte le altre problematiche inerenti il diritto allo studio. Non c’è tempo da perdere!

Una situazione estremamente delicata è quella che vive in questo momento l’ateneo di Chieti- Pescara da ogni lato e noi di 360 Gradi riteniamo tale situazione lesiva di uno dei più elementari diritti allo studio: il poter studiare in ambienti consoni. Nonostante i tanti lavori di ristrutturazione continua a piovere  in varie parti della sede di Chieti e tutte le segnalazioni pare siano andate inascoltate.
Al 15 Novembre è completamente impossibile compilare un piano di studio, nonostante le varie segnalazioni dei ragazzi di 360 Gradi l’unica risposta dei settori preposti  è stata quella di aspettare.
La sede di Pescara è un cantiere a cielo aperto e non si trova una luce in fondo al tunnel, ed i disservizi causati da tale situazione sono immensi. Pesa anche sulla parte pescarese l’ombra del trasferimento all’ex-COFA, una zona ad alto rischio esondazioni secondo il PSDA (piano stralcio di difesa dalle alluvioni), di questo il rettore pare se ne sia dimenticato.
Chiediamo risposte chiare e che tali risposte possano mettere lo studente al centro delle varie questioni , non vogliamo essere l’ultima ruota del carro.

Per ciò che riguarda l’ateneo teramano la situazione non versa in acque migliori! Dalla sparata del 19 Settembre, in cui vennero annunciati (contrariamente alle procedure dettate dalla normativa) i nominativi dei presidenti delle Aziende nulla si è mosso! Le terne di nomi presentare in Giunta Regionale per ciò che riguarda le presidenze della ADSU non comprendono quella relativa a Teramo. Una situazione che versa in una preoccupante inerzia!
A Teramo sono state avviate le procedura per la costruzione della casa dello studente. In una situazione in cui gli studentati e l’edilizia universitaria rappresentano un tema di carattere nazionale non sono nemmeno inimmaginabili gli orrori che potrebbero venire alla luce se tale situazione non cambi. L’unica cosa peggiore di una mancata nomina potrebbe essere l’eventuale designazione di un soggetto senza alcun tipo di capacità amministrativa pregressa o con scarse conoscenze in materia di diritto allo studio. Gli studenti teramani non possono vedere il sogno di una casa dello studente travolto dall’inerzia della politica o peggio da nomine non valide!

Il consiglio di amministrazione dell’Azienda del Diritto allo Studio dell’Aquila non viene convocato dal 23 settembre questo perchè si è in un limbo che vivono tutte e 3 le ADSU abruzzesi (L’ Aquila, Teramo, Chieti): un annuncio della nomina dei nuovi presidenti nel mese di settembre e il nulla che lo ha seguito. Infatti a quell’annuncio non sono seguite le nomine per le quali chiediamo celerità e competenze: chiediamo ai responsabili politici che le Aziende siano messe velocemente nelle condizioni di lavorare e che si scelgano dei presidenti con competenze e che conoscano il mondo universitario e del diritto allo studio.
 
Un ulteriore elemento di latitanza della regione per il quale ugualmente chiediamo un cambio di rotta è l’attuale mancanza del DPG010 – Servizio Istruzione, l’ufficio con cui gli studenti potevano interfacciarsi per le problematiche relative al diritto allo studio. Da troppo tempo ormai anche questa porta è chiusa e lo vediamo, praticamente, nella mancata nomina del rappresentante degli studenti aquilano in CRU. Antonio Corsi, eletto dagli studenti ma non nominato dalla regione, non può ad oggi rappresentare l’ateneo aquilano in questo organo perchè manca l’atto formale di nomina, e manca anche l’ufficio ove gli studenti potevano sollecitarla.


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