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Cineforum 360 Gradi: quando la cultura crea ancora partecipazione

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L’appuntamento cinematografico del mercoledì sera, targato 360 Gradi, continua a riempire le aule di Lettere della d’Annunzio

Da anni i ragazzi dell’Associazione culturale e studentesca 360 Gradi si occupano della realizzazione dell’evento culturale più diffuso in ambito universitario, il Cineforum. Anche quest’anno non sono venute a mancare le proiezioni nelle aule della d’Annunzio, sorprendendo le aspettative degli organizzatori.

Cineforum: il luogo in cui il cinema conserva la sua funzione sociale

Nell’era del cinema “pret-à-porter” e di Netflix, in cui un bel film o una bella serie rimangono solo un altro modo di passare una serata, vi sono ancora luoghi in cui questa forma d’arte conserva una sua importante funzione sociale, ovvero essere spunto di riflessioni e dibattiti.
È il caso dei Cineforum, come quello organizzato dai ragazzi dell’Associazione studentesca “360 Gradi” nel campus universitario teatino. L’evento ha avuto inizio il 7 novembre, e comprende una serie di 4 appuntamenti, uno alla settimana, con proiezioni che hanno stimolato il pubblico composto esclusivamente da giovani studenti.

Grande partecipazione per grandi proiezioni

L’esordio è stato assegnato al regista de “Il cavaliere oscuro” e “Inception”, Christopher Nolan con una delle sue opere d’arte: “Dunkirk”. Il film, capolavoro indiscusso ambientato agli inizi del secondo conflitto mondiale, ha richiamato l’attenzione e l’interesse di studenti capaci di ascoltare l’introduzione del film e confrontarsi a fine proiezione con gli organizzatori, dando vita a dei veri e propri dibattiti culturali. La partecipazione si è mantenuta alta anche durante la proiezione de “Il ponte delle spie”, film del regista premio Oscar Steven Spielberg.
Per il terzo incontro, gli organizzatori hanno deciso di affidare la proiezione a Paolo Treviso, giovane regista emergente nel territorio di Chieti. Il regista autoctono regala agli studenti della d’Annunzio la proiezione di un lungometraggio di fresca produzione: “Doggo and the shotguns choir”. La pellicola racchiude due storie diverse tra di loro sia per trama che per l’utilizzo del colore, unendosi nella parte finale. Da una parte il colore, dall’altra il contrasto di chiari e scuri, delle luci e delle ombre del B/N. La cripticità mista al “no-sense” ha spaccato la critica in due fazioni.
Vi ricordiamo che questa sera ci sarà l’ultimo appuntamento del Cineforum con la proiezione del film “Un’altra giovinezza” del regista Francis Ford Coppola.
Non mancate!

Romboweb Abruzzo – Matteo Augello


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