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Chieti, “Voci di Dentro” racconta l’essenza del carcere

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L’Associazione “Voci di Dentro”, grazie all’aiuto di alcuni esperti, addetti ai lavori e testimonianze, ha organizzato un dibattito a 360 gradi tra opinioni, domande ed esperienze

Approfittando delle restrizioni anti Covid meno severe, l’Associazione “Voci Di Dentro”, in collaborazione con la Camera Penale di Pisa, ha organizzato lo scorso sabato l’incontro “L’essenza del carcere”. La Onlus teatina attiva dal 2008, che da anni si impegna con dedizione per la difesa dei diritti di detenuti ed ex detenuti, nell’evento di sabato tenutosi all’ex Tempietto di Santa Maria del Tricalle a Chieti, ha dato il via ad un grande dibattito. Sono emersi, infatti, i limiti di un mondo spesso tenuto in disparte come quello del carcere.

Francesco Lo Piccolo, presidente dell’Associazione, ha invitato diversi esperti per ricostruire l’essenza del carcere in ogni sfaccettatura: un avvocato, tre giornalisti, due autori, una psicologa, un sociologo del diritto e una consulente di comunicazione si sono alternati esponendo i loro punti di vista. Altri grandi protagonisti dell’incontro di sabato 23 ottobre, sono stati coloro che hanno vissuto sulla loro pelle la vita dietro le sbarre. Ma chi sono i detenuti, oltre la loro detenzione? Lo ha raccontato S.A., che prima di essere un’ex detenuta, ha sottolineato il suo essere innanzitutto donna, madre e moglie: “Ho sbagliato, ho pagato. […] Ho trovato in carcere persone buone e di valore, ma ho trovato altrettante persone che svolgevano il loro lavoro non nel modo giusto. È stata una lotta anche per sentire i miei figli due volte in più al mese.”  

Anche Mauro Armuzzi, autore di “Santa Suerte, una storia underground”, ha respirato la vita in cella e l’ha mostrata attraverso i suoi occhi, dal baratro al riscatto: “Personalmente, per le vite che ho vissuto, quella libertà tolta mi ha fatto guardare dentro me stesso. […] Il carcere per me è stato un modo per evadere leggendo, per evadere scrivendo. La cultura mi ha dato la possibilità di non sentirmi carcerato.”

Mauro, ha posto l’accento anche su un altro aspetto, spesso ignorato: la vita dopo la detenzione. Ha raccontato la storia di Francesco Marino, che da uomo libero non è riuscito a superare la vita dopo il carcere.  Senza una guida che lo aiutasse a riprendere in mano la sua libertà, è stato fatale il ricordo dell’abitudine alla morte che spesso in cella si respira. In ricordo di Francesco, l’Associazione “Voci di Dentro” ha voluto dedicargli il nuovo numero della propria rivista intitolata, per questo, “Benvenuti nell’inferno dei vivi. In ricordo di Francesco Marino.”

 

Foto di Veronica Croccia e Francesca Fascione, a cura della Camera Penale di Pisa

Per dare una forma a queste testimonianze, oltre che ascoltarle, c’erano alcuni scatti in bianco e nero del Carcere di Pisa. L’avvocato Serena Caputo, vicepresidente della Camera Penale di Pisa, ha rivelato con rammarico: “Le abbiamo scattate nel 2015 e speravo potessero presto sparire dalla circolazione […] Ma in realtà sono sempre attuali, ad oggi il carcere è rimasto questo, anzi, forse è peggiorato perché in questi anni non c’è stata alcuna ristrutturazione. […] Queste foto riguardano il carcere di Pisa, ma ce ne sono sicuramente di peggiori e quasi nessuno di migliore.”

Redazione Romboweb – Irene Ciafardone


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