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Il campus di Pescara è a norma di legge per le barriere architettoniche?

“Oggigiorno non si percepisce l’urgenza di adattare una struttura pubblica alle esigenze di tutti”

Il Campus di Pescara, sito in Viale Pindaro, non è propriamente una struttura adatta ai disabili poiché sono molte le barriere architettoniche che rendono impossibili gli accessi alle aule: percorrendo il corridoio principale, lungo le gradinate che conducono alle aule del piano sottostante e alla biblioteca si trova un servo scala, l’ausilio che aiuta gli invalidi a precorrere le gradinate, ma non è funzionante.

Fortunatamente, si direbbe, esiste un ascensore, ma la “fortuna” svanisce subito quando si capisce che quest’apparecchio è stato installato per raggiungere solo il piano superiore. Una dimostrazione di ciò sta nel fatto che al piano sottostante non ci sono porte d’ascensore, presenti, invece, solo a livello superiore.

Gli accessi alle aule laboratorio della facoltà di architettura sono impercorribili se non con l’aiuto di un’altra persona in quanto, oltre alla gradinata è presente una rampa ripida che rende difficili i movimenti. I parcheggi per i disabili, lungo viale Pindaro, sono inesistenti e, se esistono sono quasi sempre occupati così come sono occupate le rampe di accesso ai marciapiedi.

“Molto spesso, nella società in cui viviamo, in cui ognuno di noi è troppo occupato dagli impegni, non ci si rende conto di quanto siano difficili, per le persone diversamente abili, tutti i più piccoli movimenti. Movimenti che vengono resi ancora più difficoltosi da ciò che siamo soliti chiamare “barriere architettoniche. Oggigiorno non si percepisce l’urgenza di adattare una struttura pubblica alle esigenze di tutti”

A questo punto ci si domanda dove sia finito il progettare e costruire un edificio pubblico a norma di legge. La legge del 5 febbraio 1992 n.104 recita: ” tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità delle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile l’utilizzazione dell’opera, da parte delle persone diversamente abili, sono dichiarate inabitabili e inagibili (…) “
Fino a quando le persone che hanno queste necessità sopporteranno in silenzio, preoccupandosi di non creare problemi a nessuno, tutta questa ingiustizia verso il prossimo continuerà ad esistere, ma se qualcuno decidesse di procedere per vie legali certamente chi di dovere sarebbe costretto a percepire l’urgenza di queste esigenze strutturali del campus di Pescara.
Nadia Di Iorio

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