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Bologna: allarme caro-case e affitti in nero, penalizzati gli studenti Erasmus

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Emergenza affitti a Bologna: sempre meno case e pochi contratti registrati, i più penalizzati gli studenti Erasmus

Inizia un nuovo anno accademico a Bologna e la ricerca di un  alloggio diviene la prima necessità di ogni studente, se non fosse che mai come quest’anno i dati parlino di un caro affitti che posiziona Bologna terza nella classifica delle città con i costi più elevati.

Quanto costa effettivamente vivere a Bologna

I prezzi delle stanze singole hanno registrato un aumento del 12% sui prezzi nell’ultimo anno, con una media che si attesta intorno ai 399 euro. Una batosta per gli studenti fuori sede, che sono passati da 35.582 2017 ad essere 36.461 nel 2018. Questo innalzamento di prezzi è derivato ovviamente da una scarsezza di alloggi, dovuta all’arrivo di un numero sempre maggiore di lavoratori, che hanno rimpiazzato gli studenti negli alloggi destinati principalmente agli universitari. Non è tardata ad arrivare la reazione del CUA, il Collettivo Universitario Autonomo di Bologna, che dalla pagina Facebook ha sollecitato la popolazione studentesca a riunirsi e dimostrare il proprio dissenso.

L’era dei B&B

In questo clima di astio tra studenti, università e comune di Bologna, a farla da padrone sono i proprietari dei B&B, alcuni dei quali approfittando dell’emergenza affittano in nero. Molti dei titolari di questi alloggi preferiscono la formula dell’affitto breve, ottenendo un introito di in media 60 euro al giorno. Sono di conseguenza uscite dal mercato circa 3/4.000 abitazioni, un numero importante per una situazione come quella bolognese. Le responsabilità toccano tutti: una città ed un’università che non sanno affrontare l’ondata dei numerosi lavoratori arrivati a gamba tesa nel mercato delle abitazioni; un’amministrazione comunale che è rimasta inerme davanti ad un business sfrenato e spregiudicato, ed infine anche i B&B, la cui unica norma che dovrebbe regolamentarne il servizio risale ad un’obsoleta legga del 2004 (legge n.16/).

Il caso degli studenti Erasmus a Bologna

Tutto questo ha obbligato gli studenti ad adattarsi a situazioni al di fuori della legalità, in particolare gli studenti Erasmus, i più penalizzati in questa situazione. In un contesto così critico molti proprietari di casa non sono disposi a sottoscrivere un contratto breve agli studenti stranieri . Sui 1.800 ragazzi che in media arrivano ogni anno dall’Europa, la metà è costretta ad accettare di entrare in casa senza contratto regolare, quindi in nero, con il rischio di essere sbattuti fuori da un momento all’altro. Le soluzioni quindi rimangono poche: affidarsi ad un’agenzia, pagandone il sovrapprezzo, o abitare in subaffitto o in nero. A molti ragazzi viene addirittura richiesto di assicurarsi che al loro posto ci sia già qualcun altro pronto ad occupare la stanza. Un dato allarmante se raffrontato al fatto che Bologna è  attualmente posizionata prima nella classifica Censis alla voce internazionalizzazione.

L’amministrazione intanto ignora il problema

Tutto questo avviene nel frattempo nel totale disinteresse da parte dell’Ateneo e dell’assessorato alla Casa e all’emergenza abitativa, stando alle loro affermazioni, il mercato immobiliare bolognese non versa in effettivo stato di emergenza. Intanto un nuovo anno accademico ha avuto inizio, e migliaia di nuovi studenti giungeranno a Bologna, iniettando una nuova linfa all’economia di una di una città che continua ad accomodarsi su vecchi problemi. 

 Nicola Salvia

Romboweb Bologna – Giornale studentesco universitario


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2 Comments

  1. La situazione è disperata per chi come me è fuori sede. Io sarò tra costretto a tornare a casa mia, cioè lasciare Bologna e abbandonare per qualche mese la mia carriera universitaria, sperando di aver più fortuna a dicembre.
    Prezzi impazziti, un numero elevatissimo di persone nella situazione (dunque spesso non si arriva neanche alla visita perché siamo in 400 interessati), truffe frequenti, alloggi lontanissimi dal centro, senza contare che la mobilità a Bologna è abbastanza mediocre. Insomma; un incubo. Peccato, è una città fantastica, si respira(va) un’aria unica in Italia.

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