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Arriva il sogno americano alla d’Annunzio. Il Rettore premia solo i laureati con lode

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La d’Annunzio riserva ai suoi laureati meritevoli un premio pubblico consegnato durante una cerimonia al centro di Pescara

Piazza della Rinascita (Piazza Salotto)

Venerdì 14 giugno, alle ore 17,Piazza Salotto (Pescara) ci sarà un evento di encomio per tutti gli studenti che hanno raggiunto la fine del proprio percorso di studi con lode. Tutti gli altri studenti sono invitati ad assistere alla cerimonia, forse sarà previsto un ghiacciolo di consolazione.

Il Rettore consegnerà pubblicamente la pergamena del Diploma di Laurea agli studenti e saranno presenti alla cerimonia personalità di spicco del mondo accademico, politico e addirittura militare.

Il costo? Il costo complessivo di questa manifestazione, che ha tutti i presupposti per diventare un appuntamento fisso per i laureati con lode della d’Annunzio, è di circa 27.000 euro. 

Ci sarà il lancio del “tocco” ?

Non si apprende solo dai rotocalchi di quart’ordine che l’estate è alle porte e alla d’Annunzio si sogna Palm Beach. Quella che sarà l’università dell’Adriatico (futura e nuova denominazione della d’Annunzio) segue la falsa riga delle celebrazioni di fine anno dei college americani, e così l’amministrazione celebra i propri studenti che hanno terminato il proprio percorso di studio in modo eccellente con un evento  a dir poco “hollywoodiano”.

Una nuova mossa di marketing del tutto referenziale da parte dell’Ateneo abruzzese che, registrando flessioni negative sulle iscrizioni, non può che darsi arie. Dal 2013 al 2018 tutte le università italiane hanno avuto una contrazione sulle iscrizioni pari al 13% (media nazionale) perdendo 40 mila matricole, e una contrazione nell’area meridionale pari al 26% (dati Almalaurea). Per essere più precisi, il 71% laureati triennali della d’Annunzio A.A. 2018 risultano senza occupazione. Per i laureati magistrali invece l’inoccupazione si attesta al 55,5 %, dati statistici che sono sicuramente migliorati dalle “facoltà” scientifiche.

Tutti vogliamo sentirci un po’ “figli di papà”. Ma il sogno americano non salverà la d’Annunzio

Dati, quelli di Almalaurea, che dovrebbero far riflettere. Le università dopo la crisi economica e finanziaria, dopo la digitalizzazione e il nuovo mercato del lavoro, rischiano di non essere più quell’ascensore sociale dal forte spirito innovativo di cui l’Italia ha bisogno. La d’Annunzio così dimostra di rifugiarsi nelle iniziative di marketing, per di più onerose, senza dare importanza ai legami tra didattica e lavoro e senza voler connettere conoscenze ed effettive competenze dei nostri studenti.

Forse il 2020 lo festeggeremo tutti insieme al Pala Ud’A per il “Ballo di fine anno” illudendoci di questo grande sogno americano, tra abiti da sera, papillon e scarpe di vernice.

Romboweb Abruzzo Giornale studentesco universitario 

Michele Neri


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