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Abruzzo verso la “zona rossa”: si attende il parere del comitato scientifico

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Da martedì, l’Abruzzo potrebbe passare a “zona rossa”. Attesa per l’ordinanza definitiva; il presidente del consiglio regionale Sospiri avverte: «Si chiude dove serve»

Foto di Irene Ciafardone

Ad anticipare le voci di un passaggio alla zona rossa è Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo che sulla propria pagina Facebook scrive : «L’Abruzzo deve essere zona rossa con chiusura delle scuole.»

Nella giornata di ieri, 15 novembre, sono state prese nuove decisioni per fronteggiare la pandemia nella Regione Abruzzo. Sembrerebbe proprio che l’aumento dei contagi abbia messo in guardia il governatore della regione, Marco Marsilio, il quale potrebbe annunciare il passaggio alla zona rossa. Oggi arriverà l’ufficialità e da domani, martedì 17 novembre, tutte le nuove norme entreranno in vigore fino al 3 dicembre (salvo nuove restrizioni). 
Tra gli argomenti dibattuti troviamo la volontà di chiudere le scuole di ogni grado e i negozi che non vendono beni essenziali inclusi i centri commerciali. Ci si aspettano anche ulteriori restrizioni per gli spostamenti, già circoscritti all’interno del proprio Comune da quando l’Abruzzo è stato dichiarato zona arancione. 
C’è chi ha voluto esprimere un parere più flessibile e meno generalizzato. È il caso della dichiarazione rilasciata dal Presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, il quale ha ribadito il proprio concetto affermando: «Si chiude dove serve».
La notizia di un probabile passaggio alla zona rossa, infatti, ha completamente spaccato la maggioranza in consiglio, soprattutto in merito al tema scuole. Con un Sospiri che auspica un approccio più territoriale e differenziato e con un Imprudente che invece chiede una chiusura totale.

Le probabili restrizioni in vigore da domani

Nelle zone rosse, dove l’indice dei contagi è elevato sarà vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai confini territoriali e i movimenti all’interno dei confini saranno accettati soltanto per questioni lavorative o di prima necessità. Resta consentita soltanto la ristorazione con consegna a domicilio o con asporto. Chiusi anche bar, pasticcerie, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali ad eccezione dei parrucchieri. Vietata la circolazione dalle ore 22 alle ore 5, salvo per comprovate necessità. Saranno consentite le attività sportive all’aperto purché intorno alla propria abitazione.

Redazione di Romboweb – Irene Ciafardone


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